I VogAmbasciatori Luca Bandirali e Delfina Piana: “E’ il tempo dei gusti semplici, non omologati”

I VogAmbasciatori Luca Bandirali e Delfina Piana: “E’ il tempo dei gusti semplici, non omologati”

Luca Bandirali e Delfina Piana (vedi fotografia in pagina di Mike Antonaccio), da anni, a Crema, Cremona e, più in generale in tutta la Lombardia, meritatamente, grazie ad un appassionato, qualificato, leopardiano e instancabile lavoro, sono gli ambasciatori per eccellenza della cultura enogastronomica consapevole e positiva intesa come tale. Dopo aver di fatto lanciato in orbita L’Ais (Associazione italiana sommelier) lombarda con iniziative avvolgenti e coinvolgenti, da qualche anno, Luca e Delfina hanno fondato il movimento (seguito e assai “frequentato”) enogastronomico conosciuto con l’acronimo Vog (Vista, Olfatto, Gusto – www.vistaolfattogusto.it). In questi giorni intensi post Vinitaly a Verona siamo andati a trovarli nella Vogsede presso (quindi) l’enoteca vineria Fuoriporta (Via Matteotti 15 – www.vineriafuoriporta.it) di Crema. Ne è uscita una bella intervista corale. Il pezzo è stato ospitato pure dal settimanale MondoPadano.

Allora i vari e diversi Talent Show consacrati alla gastronomia giovano alla ristorazione nazionalpopolare, oppure hanno creato il cosiddetto effetto boomerang nel senso che, pur ignorando i fondamentali, pensiamo di essere tutti esperti?

Smussata l’onda mediatica che vedeva protagonista assoluto il sommelier, adesso in effetti è il tempo dei cuochi e dei gourmet ma bisogna fare molta attenzione poiché è molto, molto difficile diventare veri e formativi esperti di e in cucina. Vuoi un esempio pratico?

Certamente.

Prendiamo ad esempio il formaggio, alimento che assomiglia, o meglio, ricorda assai un analogo discorso riscontrabile anche nel vino. Ebbene i formaggi che acquistiamo in un supermercato, per carità non metto in discussione bontà e qualità sicuramente notevoli, ma per forza di cose, seguendo e secondo regole commerciali – industriali di mercato, fedeli a un validissimo rapporto qualità – prezzo, ecco hanno un gusto, pur meritevole… omologato, standardizzato, lontano anni luce da quello degli stessi prodotti cosiddetti di nicchia, quindi derivanti da piccole lavorazioni artigianali. Così assaggiare, valutare, spiegare, accompagnare, abbinare un Blu del Moncenisio di territorio, che magari non piace e soddisfa tutti, non è propriamente la stessa cosa di raccontare un formaggio uguale ma prodotto su larga scala. E comprendere queste differenze non è semplice, non è accessibile a tutti: che esperti di alimenti non ci si improvvisa, al limite si può apprendere l’arte dopo tantissimo studio e altrettanta pratica. E una simile argomentazione è estensibile al salmone.

I corsi offerti nell’ambito della vostra associazione servono soprattutto a conoscere, ad avvicinarsi al mondo dell’enogastronomia senza tanti inutili sofismi o sbaglio?

Risposta esatta e stiamo ottenendo ottimi riscontri cercando di proporre vini semplici di territorio fedeli all’agricoltura naturale e biologica, prodotti da fantastici artigiani del vino.

Quali potrebbero essere le bottiglie dell’estate?

Otterrà un discreto successo il vino biodinamico quest’anno.

Che bottiglia affiancare a un bel piatto fumante di Marubini di Cremona?

Un bel Lambrusco mantovano o una Malvasia frizzante emiliana.

E col Tortello Cremasco cosa possiamo bere?

Azzardate e azzardiamo un bel Prosecco di quelli però a Spago, oppure anche in questo caso una Malvasia mossa dell’Emilia.

Dopo l’entusiasmante, lunga parentesi ai vertici dell’Ais lombarda e dopo aver fondato il circolo Vog, beh avete un altro sogno enogastronomico nel cassetto?

Vorremmo dedicare, viste le grandi potenzialità, maggior tempo al movimento Vog. E mi raccomando, esperti non si diventa davanti alla televisione, ma attraverso studio, passione, conoscenza e pratica.

E sarebbe veramente infine il momento di scoprire o riscoprire i vini avvincenti fatti come si facevano una volta, senza le lecite, ma condizionanti omologazioni del gusto. No?

Sì, l’ho detto poc’anzi nel fare l’esempio del formaggio: l’omologazione allontana dai gusti originali e semplice dei prodotti autoctoni di territorio. 

Stefano Mauri

 

 

 

 

 

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