MICHELE ORSI ha 29 anni, è di cremONA.

specializzando in ginecologia è in partenza

per la sierra leone con Medici con l’Africa Cuamm

Destinazione: Freetown, il Princess Christian Maternity Hospital, la più grande maternità del paese

Padova/Crema, 13 marzo 2019 – Partirà lunedì 18 marzo, per Freetown, capitale della Sierra Leone, dove presterà servizio per 6 mesi. Michele Orsi, specializzando al quarto anno di Ginecologia e Ostetricia presso l’Università degli Studi di Milano, originario di Pizzighettone (CR), ha 29 anni e tanta curiosità e voglia di mettersi in gioco in un contesto così difficile.

«Parto consapevole che per il primo periodo dovrò aprire molto gli occhi e le orecchie e chiudere la bocca – afferma Michele Orsi -, perché siamo ospiti a casa di altri e non abbiamo il diritto di imporre il nostro metodo. Sono curioso di capire come funziona un grande ospedale in Sierra Leone e di sperimentarmi con le ecografie, che sono la mia passione. In valigia metto tanta umiltà e pazienza. Credo che saranno di più le cose che mi “porterò a casa” da questa esperienza che quelle che porterò io, lì».

Il Princess Christian Maternity Hospital (PCMH) è la più grande maternità del paese, serve circa 1 milione di persone, conta 129 posti letto, oltre 9.000 ricoveri l’anno e nel 2017 ha effettuato 6.891 parti.

Michele trascorrerà un periodo di 6 mesi, che gli sarà poi riconosciuto nel percorso universitario, grazie a un progetto di Medici con l’Africa Cuamm chiamato JPO (Junior Project Officer) che, in più di 15 anni, ha permesso a 150 specializzandi, provenienti da oltre 20 università italiane, di effettuare un periodo di tirocinio in Africa.

È possibile sostenere il lavoro di Medici con l’Africa Cuamm con una donazione su c/c postale 17101353 e online su www.mediciconlafrica.org; con 40 euro è possibile garantire il parto assistito a una futura mamma.

MEDICI CON L’AFRICA CUAMM

Nata nel 1950, Medici con l’Africa Cuamm è la prima Ong in campo sanitario riconosciuta in Italia e la più grande organizzazione italiana per la promozione e la tutela della salute delle popolazioni africane. Realizza progetti a lungo termine in un’ottica di sviluppo, intervenendo con questo approccio, anche in situazioni di emergenza, per garantire servizi di qualità accessibili a tutti. Oggi Medici con l’Africa Cuamm è impegnato in 8 paesi dell’Africa sub-Sahariana (Angola, Etiopia, Mozambico, Repubblica Centrafricana, Sierra Leone, Sud Sudan, Tanzania, Uganda) con oltre 2.200 operatori sia europei che africani; appoggia 24 ospedali, 64 distretti (per attività di sanità pubblica, assistenza materno-infantile, lotta all’Aids, tubercolosi e malaria, formazione), 3 scuole infermieri e 1 università (in Mozambico).

L’IMPEGNO IN SIERRA LEONE

Lo staff di Medici con l’Africa Cuamm era presente sul territorio nazionale a Pujehun già dal 2012, prima dell’epidemia di Ebola che dal 2014 ha causato migliaia di morti. Il Cuamm non ha mai abbandonato il paese, dando il proprio contributo per fronteggiare l’epidemia anche nei momenti più difficili. Oggi il paese deve ripartire, nonostante il sistema sanitario in forte crisi. Per questo da febbraio 2015 l’intervento si è esteso alla riabilitazione dell’ospedale di Lunsar, in collaborazione con la Direzione dell’ospedale dell’Ordine Ospedaliero di san Giovanni di Dio. Da marzo 2016 invece il Cuamm ha accettato la richiesta del ministero della sanità di intervenire anche a Freetown, la capitale, per rilanciare il Princess Christian Maternity Hospital, la principale maternità della Sierra Leone. La lotta alla mortalità materno-infantile è la nuova sfida da vincere, nel paese con il tasso più alto al mondo di mortalità di mamme e bambini. In questa direzione si inseriscono anche i nuovi interventi nelle aree di Bonthe, Bo e Makeni, sia a livello ospedaliero, che territoriale. Dal mese di febbraio 2018 il Cuamm ha avviato un grande progetto che mira ad attivare un servizio per le emergenze, ostetriche e chirurgiche, una sorta di 118, su tutto il territorio nazionale.

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