Il fake della Meloni a Crema e la forza dei social network nella nostra vita

Il fake della Meloni a Crema e la forza dei social network nella nostra vita

La forza della rete. Agli albori del web si diceva che la rete permetteva agli utenti una visione critica delle notizie. Mi ricordo che ai tempi del G8 di Genova uno dei ragionamenti, allora sensati, che girava era questo: ecco vedete, la tv avrebbe edulcorato e insabbiato tutto, con la rete quello che è successo alla Diaz, a Bolzaneto, a Carlo Giuliani, è uscito subito.

Quattordici anni dopo non sono più certo che sia così. O meglio. Il web è sempre quello di allora, solo molto più vasto e pieno di trappole, sono gli utenti che hanno del tutto perso il loro senso critico. Ieri, primo giorno di carnevale, abbiamo fatto circolare su Facebook un fotomontaggio di un post che dava seguito ad una provocazione che avevamo lanciato la sera prima.

In breve. Al famoso consiglio comunale aperto sulla moschea di venerdì (#consiglioaperto su Twitter) è arrivata prima la notizia della partecipazione di Matteo Salvini, il politico più social mediatico in Italia, e poi di Daniela Santanché, la provocatrice pasionaria del centro destra. A seguire abbiamo lanciato un ironico invito a Giorgia Meloni, Fratelli d’Italia, anche lei sulla cresta dell’onda. E poi ci piace. L’invito era scritto in maniera demenziale.

Il giorno dopo una amica del sito ha twittato ironicamente il pezzo alla Meloni, che come ovvio non ha risposto, in serata il Pasquino Cremasco ha fatto girare su Facebook un fotomontaggio di un post di Facebook, un post della Meloni che confermava la sua presenza a Crema, citandomi per nome, figuriamoci. Due pregiudiziali: ieri era il primo giorno di Carnevale a Crema, il post è apparso sulla pagina del Pasquino e poi l’ho condiviso dalla sua pagina, di personaggio provocatorio e ironico, è risaputo.

Apriticielo. Durante la serata mi sono arrivate almeno una ventina di richieste di conferma della notizia, altrettante sono arrivate al Pasquino e all’amica che aveva twittato il pezzo. E’ salita di molto l’agitazione tanto da costringerci in mattinata, ben prima di quando avevamo previsto, a smentire la cosa e a svelare che di scherzo di carnevale trattasi.

Ora. Torniamo all’inizio della storia. Sarebbe bastato 1 secondo per accorgersi della bufala, carnevale e Pasquino a parte, cliccare la barra di ricerca di Facebook, scrivere Giorgia Meloni e vedere che sulla sua pagina Facebook non c’era traccia di quel post di conferma. Qualcuno, onore al merito, l’ha fatto. La maggioranza si è messa a diffondere il virus in rete con commenti e condivisioni del fake.

La forza della timeline di Facebook che scorre sotto i nostri occhi veloce, dove basta un click per condividere la bufala, innocente in questo caso (speriamo che la Meloni, che comunque è un personaggio che apprezziamo non se la sia presa a male, e se volesse venire a Crema è ben accetta n.d.Em), ma tante volte dannosa, per non dire pericolosa. Notizie di inesistenti malattie portate tramite le fialette dei profumi dagli immigrati e per dare un esempio di colore opposto, Salvini che insulta Pino Daniele a salma calda.

La rete cancella lo spirito critico rendendoci tutti degli ebeti. Aggiorna pagina, aggiorna pagina… un flusso di notizie continuo dove gattini mielosi, morti ammazzati, deliri politici, tette e culi si fondono in un blog orrendo che ci ingloba senza che ce ne rendiamo conto. Ci sono caduti anche nomi eccellenti a Crema.

Qualche settimana fa un politico locale, di cui non farò nome, ma di fascia alta, mi ha chiesto consiglio su come settare la timeline di Facebook per evitare di vedere certe cose. Non aveva ben chiaro il concetto di condivisione, di chi vede cosa, di chi fa cosa. Gli ho spiegato due concetti e provocatoriamente gli ho detto che forse un corso sull’uso dei social network ai nostri amministratori lo si potrebbe fare. Siccome non è scemo mi ha detto che si, sarebbe una bella idea, che si lui verrebbe, ma che no… chi mai parteciperebbe?

Ha drammaticamente ragione. Molti dei nostri amministratori hanno la stessa conoscenza dei social network di un adolescente in tempesta ormonale che lo usa per rimorchiare. Solo che i loro post e le loro condivisioni valgono qualcosa di più che le mie, o quelle dei vostri figli agitati. La riflessione è aperta. Tanto nessuno di quelli che dovrebbe parteciperà al dibattito. Troppo impegnati a condividere notizie bomba che sputtanano questo o quell’avversario politico.

Emanuele Mandelli

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