Il grande ritorno in terra cremasca col Cibo Felice del buon Mario Negretti

Il grande ritorno in terra cremasca col Cibo Felice del buon Mario Negretti

In primis ci fu l’Enoteca in piazza Trento e Trieste (oggi conosciuta come Da Stelvio), vale a dire in pieno centro storico a Crema; poi fu la volta del ristorante a Cà de Vagni, quindi il turno del ristochic Mario in via Stazione (via lui da quelle parti è arrivato il deserto,). Dopo un girovagare per ristoranti all’estero venne dunque il periodo del ristobar in quel di Finale Ligure, meta questa assai ambita per le vacanze dei cremaschi. Ebbene, finito il pellegrinaggio, il mitico Mario Negretti, cuoco passionario giramondo è oggi tornato in terra cremasca, precisamente a Ripalta Arpina dove, sotto la regia del buon Paolo Ginelli (entrambi ritratti nella foto di Mike Antonaccio), alla trattoria (è anche pizzeria grazie al pizzaiolo Maurizio, ndr) Cibo Felice (via Risorgimento, angolo via Roma – infoline 0373 66275) fa ottima cucina per giunta, valore aggiunto, indirettamente a sfondo sociale. Con Mario abbiamo (e con noi altre testate) scambiato volentieri quattro chiacchiere.

Sei tornato nel Granducato del Tortello da qualche mese, come hai trovato Crema e hinterland?

Livellata, appiattita verso il basso per non dire in caduta libera. Ormai restrizioni, orari obbligati, regime fiscale e vincoli non danno respiro in modo particolare a locali notturni e bar. Si può fare qualcosa di diverso esclusivamente in occasione della Notte Bianca o Rosa che dir si voglia, poi basta. Anni fa vissi un’esperienza simile in Liguria, a Finale dove mi trovavo per lavoro e attualmente, l’attuale sindaco, un amico, in eredità si è trovato una cittadina spenta senza discoteche, bar dinamici e locali vivaci. Ebbene, recepiti gli errori delle precedenti giunte adesso nella cittadina finalese stanno correggendo la rotta, ma ormai la frittata è fatta. Ripartire sarà dura.

Cosa proponete al ristopizzeria Cibo Felice?

Paolo Ginelli (persona generosa, attenta e propositiva, ndr) mi ha coinvolto nel suo disegno, un progetto che vuole consentire a tutti, spendendo il giusto, di mangiare come si deve in semplicità e felicità. Il menù è periodico cambia parecchio e udite, udite, siamo sempre aperti e, weekend compresi, si mangia alla carta o secondo fasce di prezzo spendendo 20 euro a testa, ma anche meno.

Annessa alla trattoria avete pure un piccolo spaccio…

Esatto e fino alle 22 chi vuole può fare la spesa. Cibo Felice, in un certo senso ha tre finalità: pranzare o cenare senza svenarsi e con qualità, tanto per fare un esempio il manzo lo acquistiamo alla macelleria Cazzamali di Romanengo, mantenere in vita e vivo il paese di Ripalta, infine dare l’opportunità a persone, me compreso, di lavorare. Il sottoscritto infatti, prima di accettare la proposta di Paolo era disoccupato.

Senti ancora i tuoi amici ristoratori affiliati alle “Tavole Cremasche”?

Certamente non ho mai perso i contatti con loro, siamo amici e quando ho bisogno di qualcosa o di un consiglio so sempre chi chiamare. Carlo Alberto Vailati (chef patron del Ridottino) resta sempre il Maestro.

Stefano Mauri

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