Il lupo, la gallina, il pastore e le dimissioni della Bonaldi… che carnevale

Il lupo, la gallina, il pastore e le dimissioni della Bonaldi… che carnevale

Niente. E’ un caravanserraglio (o un fumetto di Silver) e il “pecoroni” epiteto affibiato da Stefania Bonaldi ai 26 sindaci firmatari della lettera a Scrp di Gallina è destinato a diventare un tormentone. E’ carnevale, cosa di meglio? Intanto, come abbiamo dato conto appena ricevuta, è partita la lettera di scuse e riparatoria. Ma serve? Staremo a vedere.

In questa domenica di pioggia e fuoco fioccano pure le proposte di dimissioni. Le avanza in un pezzo all’acido Rossano Salini sull‘Inviato Quotidiano tornato bello cattivo e pungente dopo il periodo di sospensione. Anzi, ancor di più. Cazzarola credevamo di essere gli unici che si buttano sul fondo di commento, che manco lo Scalfari più ropicazzo…  Anche i fotomontaggi, bello riprendere la copertina dell‘Economist sul Berlusconi inadatto a guidare l’Italia.

Non poteva mancare la richiesta di dimissioni del buon Antonio Agazzi, l’ex pacato democristiano diventato tribuno manda un comunicato urticante alle redazioni.

La Bonaldi è oggettivamente, impreparata, incapace di incarnare un profilo istituzionale, organicamente ricompresa in logiche e dinamiche prettamente di Partito. Paradossale che rimproveri – nelle incaute confidenze… scritte ai “fidati” colleghi del PD – al Sindaco di Soncino di voler esercitare “una leadership che non ha”…proprio Lei che e’ riuscita a lacerare i rapporti con una consistente parte dei colleghi dell’Area “Omogenea” del Cremasco, grazie alla Sua supponenza… E’ riemersa tutta l’inadeguatezza di un Sindaco, al termine del cui mandato si porrà, per il successore, il problema di ricostruire almeno cio’ che sarà ricostruibile. Correndo il rischio di apparire velleitario, io non rinuncio a chiedere le dimissioni di Stefania Bonaldi: protrarre fino alla Primavera del 2017 una simile agonia penso sia oltremodo controproducente per gli interessi di Crema e dell’intero Cremasco.

Parlamdo di caravanserragio e animali arriva anche il sindaco di Monte Cremasco, Giuseppe Lupo Stanghellini, a girare il coltello nella piaga:

Confesso che di primo acchito sono rimasto un po’ sorpreso ed anche impaurito per il mio inconsapevole mutamento di genere; infatti ho sempre pensato di essere un lupo figlio di lupo e non una pecora o meglio un pecorone. Tuttavia la vita è piena di sorprese e tutto può accadere, anche una metamorfosi, ma non esageriamo! Al di là delle battute sono profondamente dispiaciuto che un’educata, civile e soprattutto doverosa richiesta sia stata bollata nei termini che circolano; ho ritenuto mio preciso dovere – e lo ritengo tuttora – vagliare con tutta l’attenzione e competenza che possiedo le operazioni di vendita delle quote di LGH e dell’installazione dei varchi e per questa sola ragione ho deciso di sottoscrivere la “famigerata” richiesta; del resto chi, quando vende, non vuole conoscere il prezzo che dovrà percepire, o, quando acquista, il corrispettivo che dovrà versare?

Stanghellini poi sull’onda delle battute, ma mica tanto in inizierei a preoccuparmi, butta li una proposta:

Chiudo con un nota di colore: candiderei alla carica di pastore di noi pecoroni il Collega Antonio Grassi, che, con il suo look un po’ bohemienne e la sua barba un po’ incolta ma al tempo steso ricercata, a mio giudizio ben si attaglia al ruolo.

Eccola la. Ieri Grassi si è definito marziano, oggi pastore bohemienne. Riassumiamo. La parte bassa del territorio ha messo in campo Gallina da Soncino, la parte media Grassi da Casale e la parte alta da un po’ come figura fuori schema propone il Riccaboni da Spino. Un bel triunvirato che per citare Camera Cafè, ognuno ha gli immaginari che si merita Salini sull’Inviato cita Sciasica noi Luca Nervi, “rompera un bel po’ i maroni alla direzione“.

Una considerazione va fatta sull’ultimo passaggio della lettera di scuse della Bonaldi. Si chiede, ovvimente, chi è che ha fatto filtrare la sua lettera alla stampa:

Quanto alla persona che si è sentita in dovere di divulgare la mail, non credo ci sia molto da aggiungere, gesti che parlano da soli, sarebbe bastato rispondere e manifestare il proprio dissenso, magari altrettanto duramente. È questa politica carbonara e infantile, quella della delazione e mai della proposta, che mi amareggia, ma ne prendo atto e me ne faccio una ragione.

Insomma le scuse si ma non rinuncia a versare un po’ di bile. E a ragione. Pensi di confidare dubbi e perplessità ad alleati fidati e porca miseria non è così. Se l’unità di intenti del centro sinistra amministrativo territoriale è questa, tanto dall’allearsi col Rossoni da Offanengo, c’è da stare davvero attenti al pastore marziano al lupo e alla gallina.

Emanuele Mandelli

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