Il Movimento 5 Stelle sta bene, parola di Danilo Toninelli

Il Movimento 5 Stelle sta bene, parola di Danilo Toninelli

Che succede nel Movimento 5 Stelle? Lo spiega il deputato cremasco Danilo Toninelli in un comunicato stampa che non lascia adito a dubbi:

Il M5S sta bene! L’ho detto a coloro che mi hanno chiamato in questi giorni e lo scrivo qui, per tutti coloro che vorrebbero chiarimenti. Mi rivolgo soprattutto a chi, come me, sta dando tutto per questo straordinario progetto. Ma partiamo da quanto è accaduto in questi giorni:
1) Caso Artini/Pinna: i giornali le chiamano espulsioni, termine che ha in sé qualcosa di violento ed autoritario. Nulla di tutto ciò. Semplicemente non potevano più fare i portavoce perché avevano violato le regole, punto e basta. Succede tutti i giorni nella società civile: chi viola ripetutamente il codice della strada gli viene tolta la patente. O sbaglio?
2) Nomina dei cinque: i giornali li chiamano vice. Io li chiamo cinque amici, cinque magnifici ragazzi normali mossi dallo spirito dell’onestà che in politica è proprio solo del M5S.
Mi avete chiesto e vi chiederete: perché li ha scelti Beppe? Mi permetto di rispondervi: e chi li avrebbe dovuti scegliere se non colui che, insieme a Casaleggio, ha dato vita ad un miracolo. Non dimentichiamo mai che se oggi le persone oneste, come me e come voi, hanno rialzato la testa è grazie a Beppe e Gianroberto.
E poi scusate: se doveste condividere la gestione della vostra amatissima azienda familiare, immagino che le persone di fiducia le scegliereste voi e solo voi.
Ma il punto nodale è un altro: nel M5S vengono prima le idee e poi le persone che le realizzano. Io di loro mi fido come se ci fossi io nei cinque. Come giustamente ha detto Roberto Fico, loro con comanderanno ma condivideranno, che è l’esatto opposto di comandare.
Io, come voi, vedo nel nostro Movimento l’unica speranza di un futuro possibile per i miei figli.
Ora tiriamo fuori le unghie, anzi le palle, e torniamo a combattere contro il nemico per riprenderci, da cittadini, il nostro Paese.
Io lo farò oggi più di prima.

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