Il pendolare, nonchè giornalista che ancora sa scrivere e comunicare, Antonio Bozzo e i ritardi ferroviari

Il pendolare, nonchè giornalista che ancora sa scrivere e comunicare, Antonio Bozzo e i ritardi ferroviari

Uso spesso il treno, pendolando tra Crema e Milano e viceversa. Ne ho viste di tutti i colori, come ben sanno i pendolari. E ho il dono della pazienza, anche perché sono pendolare saltuario. Ma non capisco come si possa accumulare un ritardo che è quasi uguale al tempo di percorrenza (all’incirca un’ora). In più, mentre nei treni dei signori (canterebbe Guccini) una voce gracchia il motivo del ritardo – inventato o meno che sia – qui nulla, tutto tace, piantati tra i campi, con le lucine della stazione visibili nella sera chiara, miraggi padani (magari si potessero raggiungere a dorso di cammello). La firma di questo piccolo ma costante sfacelo – questa è la linea del tragico deragliamento del 25 gennaio 2018 – è Trenord, in combutta con Regione Lombardia, che le affida il servizio. Aggiungo la mia breve (vibrata, si diceva in tempo) protesta alle tante iniziative – mi pare non abbiano successo – volte a difendere i diritti dei passeggeri. Speriamo si riparta presto. Sì, ecco, si muove...

Così postò sulla sua pagina Facebook Antonio Bozzo, pendolare da ferrovia e giornalista

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