Il pistolotto blu sopra la maxi palla è il vero successo del Natale giocattolo: non spegnetelo

Il pistolotto blu sopra la maxi palla è il vero successo del Natale giocattolo: non spegnetelo

“Presto mi si chiami un tecnico, un elettricista, un rabdomante”. C’era grande agitazione sulla scala a chiocciola del comune della Città giocattolo. Era stato fatto un errore clamoroso. Le luminarie ordinate per Natale erano state scambiate con quelle ordinate per la vicina fiera sesso e kanazza ed in piazza era stato installato un maxi pistolotto (l’architetto dixit) blu, con tanto di fontanella intermittente in cima, al posto dell’albero di Natale. La fila per farsi i selfie sotto il fallico simbolo arrivava fino alla piazza dell’eroe che era stata recentemente sistemata ampliando finalmente lo spazio riservato ai posteggi e togliendo tutto quel verde che sporcava, e tutte quelle panchine che attiravano i marocchini.

Se ci fosse ancora Mirko Treviglio in questa redazione deserta, da tempo trasferitasi dentro ad un armadio al di là del Po’ (nell’intercapedine confinante a quella dive ieri hanno trovato un quadro di Klimt, tutto il trambusto mi ha dato modo di sgranchirmi le gambe), forse la vicenda della palla di Natale, definita con delicatezza balota bleu da un noto settimanale cremasco, l’avrebbe raccontata così. Ma Treviglio ormai è uno che conta e dirige chissà quale quotidiano in chissà quale città. Ci sono solo io, isolato dal mondo. Ho saputo che quest’estate mia moglie e venuta a cercarmi nella Città giocattolo. Ma ormai vivo oltre confine, esiliato.

Ma le notizie mi arrivano lo stesso. Ho saputo che l’assessore Ugo G. sta pensando di spegnere il cappellotto azzurro che sta sulla maxi palla da selfie che rende quello che dovrebbe essere il pirolo per attaccare la palla all’albero di Natale uno spuntone fallico, e pure blu Viagra. Hai voglia di dire che a Cortina e a Auckland hanno la stessa palla, ma la resa è diversa. A noi ci hanno rifilato quella montata con i rimasugli di Bergamo sex. Senza rendersi conto che la cosa sta facendo parlare ed è geniale.

I selfie sotto la palla, le foto sui socialnetwork, i commenti triviali da caserma si sprecano. Come si diceva niente sesso siamo inglesi? Ecco noi siamo abitanti della Città giocattolo e il sesso lo gradiamo, oddio forse più quello parlato che quello praticato, ma nulla di male. Lanceremo l’hashtag #savethepistolotto se proveranno a spegnere quello che è diventato il nostro argomento di conversazione preferito.

Sulle panchine e nei gruppi Whatsup non si parla d’altro. E ci si è dimenticati di tutto il resto. Oddio non che ci sia tanto da dire. La Città giocattolo è diventata una noia. Sono diventati tutti bravi, morigerati, controllati. Non c’è una lite e una polemica, un personaggio strano, un colpo di testa da tempo immemore. Mi è toccato aspettare l’albanese che mi ha messo la bici sul tetto (con gentilezza) per avere qualche cosa di carino da raccontare agli altri chiusi qui nell’armadio.

A proposito fatevi sentire che magari per Natale mi danno un paio di giorni di permesso e torno a fare un giro nella Città illuminata per scrivere qualche grossolanità nel mio stile che qui, Klimt a parte, non succede mai nulla. Adesso vado a farmi un panino con la coppa per colazione.

bruno mattei

 

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