Il record d’incassi al cinema del “democristiano” Zalone parla il dialetto cremasco

Il record d’incassi al cinema del “democristiano” Zalone parla il dialetto cremasco

L’inarrestabile successo cinematografico del film Quo Vado di Checco Zalone (ma dietro l’attore si muove il produttore cremasco Pietro Valsecchi con la sua Tao Due, ndr) ha mosso addirittura il grandissimo Adriano Celentano il quale, in un intervento sul Corriere della Sera ha detto che Zalone conquista con la sua purezza. E può anche avere ragione l’Adriano nazionalpopolare, ma dietro ai film di Zalone, comico a tutto campo, essenzialmente muovono e smuovono elementi quali leggerezza (noi italiani del resto ultimamente e legittimamente non abbiamo voglia di pensare e preferiamo riflettere solo davanti allo specchio, ndr), evasione (vince sostanzialmente chi fugge da un qualcosa) e amore.

Non a caso infatti, in Quo Vado il protagonista si salva grazie alle donne, all’espatrio, che ormai in Italia poco ci è rimasto, e appunto attraverso l’amore per la sua donna e per la figlia. A proposito, ma poi alla fine, Checco Zalone è di destra o di sinistra? Ecco certamente Zalone è un bravissimo artista, un attore leggero in grado di far ridere con acuta intelligenza e, beh probabilmente politicamente potremmo definirlo astutamente democristiano. O no? Ciò detto complimenti a Valsecchi (Eccellenza autoctona da esportazione e cultore del Tortello Dolce), a Pippo Crotti (in attesa di vederlo recitare nelle fiction Tao Due ha una parte in Quo Vado, ndr) a Zalone e a noi che andiamo ancora al cinema.

Stefano Mauri

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