Il ricco Crema che non bada a spese e il Pergo oculato beh meritano di durare

Il ricco Crema che non bada a spese e il Pergo oculato beh meritano di durare

Dopo i “casini” societari gialloblù (col Pergo, i cui marchi appartenevano già al ragionier Mario Macalli,fallito nell’estate 2012) e l’incertezza cremina, dopo… troppi presidenti cambiati, l’Unione Sportiva Pergolettese e l’Ac Crema hanno soprattutto bisogno di continuità societaria e buon, lungimirante governo.

Senza dubbio, il patron gialloblù Cesare Fogliazza (deus ex machina dell’intero progetto canarino) e il presidente nerobianco Chicco Zucchi sono persone serie e pragmatiche: da loro tutti compreremmo un’auto usata, cosa questa che certamente non avremmo fatto con i predecessori di Fogliazza.

Quest’ultimo, causa un budget non elevato, saggiamente ha scelto di agire con oculatezza allestendo una squadra più che discreta senza l’obbligo di vincere subito; Zucchi e soci invece, forti di investimenti importanti (beati loro) hanno pensato bene di allestire una rosa ambiziosa (Marchesetti, calciatore dal passato glorioso, tanto per fare un esempio percepirebbe, condizionale d’obbligo, uno “stipendio” oscillante tra i 25mila e i 30mila euro annui, ndr) con l’obiettivo di vincere il rispettivo torneo d’Eccellenza.

Naturalmente tutti i verdetti calcistici finali arriveranno poi dal campo, ciò che si aspettano i (tanti e pretenziosi) tifosi cannibali e i meno numerosi cugini cremini è che le due maggiori squadre cittadine, visto che proprio non vogliono unire gli intenti, beh durino (almeno) a lungo godendo di buona salute.

Curioso infine che, da (entrambi) i rispettivi progetti calcistici, siano fuorigioco un cannibale vero e rock quale Lord Max Aschedamini (nel caso della Pergolettese) e, (in casa nerobianca) un cremino appassionato (presidente di un altro Crema militante in Terza categoria), sincero del calibro di Ennio Valdameri. Queste però sono altre storie…

Stefano Mauri

 

 

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