Il ritorno di Calabiano Moresco, indagato

Il ritorno di Calabiano Moresco, indagato

“Ma si può sapere che cosa hai combinato? Se non sei ancora nel registro degli indagati solo è perché hai portato con onore la divisa da carabiniere, ma il Procuratore vuol sentirti come persona informata dei fatti per la morte del tuo padrone di casa. Risulta che poco prima hai avuto un alterco con lui.”

E l’ho pure mandato a quel tal paese. Abito quell’appartamento da pochi mesi con regolare contratto e quello, con una inaudita faccia di bronzo, pretende di aumentarmi l’affitto solo perché avrebbe letto sui giornali che si prevede una nuova crisi petrolifera. E che?! Sono forse un deficiente?!

Ehi, un momento, che cos’è questa storia della morte, del registro degli indagati e ammennicoli vari?

“Il signor Tal de’ Tali è stato trovato agonizzante e privo di sensi dentro la propria auto dopo aver fatto questioni con te a voce alta. È morto poco più tardi all’ospedale.”

Calma e gesso capitano Moresco! Mi sono limitato a prenderlo per il bavero del cappotto e ‘invitato’ a uscire di casa. Dopo di che sono andato a farmi una pennichella, ché la pasta con le sarde dopo un po’ pesa, soprattutto se deve convivere con una digestione incazzata. E magari mi dici anche che potrebbero averlo accoppato. È così?

“Saresti tu a dovermi dire qualcosa, non ti pare?”

A volte anche gli avvoltoi muoiono. Da civile non né piango la dipartita, ma come membro della Benemerita, in effetti, devo assumere un atteggiamento più responsabile. E dimmi, com’è che hanno abbattuto il predatore?

“Maresciallo! Lascia perdere i risentimenti personali e riferisci la tua versione dei fatti.”

Già fatto e bada bene che a quello strozzino non ho mai detto di essere un carabiniere, solo un pensionato. Punto. Quindi nessun abuso d’ufficio né millantato credito. Né l’ho scaraventato dalle scale, altrimenti non sarebbe potuto arrivare all’auto.

“E questo è proprio il guaio. Perché le costole fratturate, sembrerebbe, gli hanno perforato i polmoni. Si sarebbe trascinato fino all’automobile con un fazzoletto sulla bocca per tamponare l’emorragia che nel frattempo gli aveva imbrattato giacca camicia e cravatta, per poi perdere conoscenza.”

Per la miseria! Qui ci abito solo io e lui sta al piano di sotto. La signora delle pulizie viene una volta alla settimana per ripassare le scale e i vari venditori porta a porta difficilmente superano il quadro del citofono. Dici che sono nella merda?

“Dico.”

Io invece chiedo. Eccome chiedo! Chi m’avrebbe sentito alzare la voce?

“Passanti occasionali, oltre a un gran numero di perditempo che frequentano il bar proprio lì accanto, alcuni dei quali sono nostre vecchie conoscenze.”

Già, il bar. E del morto che mi dici?

“Oltre al tuo, era proprietario di altri appartamenti, abbastanza da permettergli di vivere con la rendita degli affitti. Alcuni avventori del bar sostengono che non era ben visto, era un tirchio e cercava sempre una scusa per non pagare la tazzina di caffè che consumava durante le sue rare comparse. Chi lo conosceva gli girava alla larga, solo per non doverlo salutare.”

Magari perché gli doveva dei soldi. Seguimi perché, di volta in volta, nel nostro dire di adesso, ho definito quell’uomo faccia di bronzo, avvoltoio, predatore e strozzino. Adesso sappiamo che era anche tirchio, cioè uno che cava la pelle alle pulci. Se andiamo a scavare un poco più a fondo, magari scopriamo pure che prestava soldi a usura e la cosa non mi stupirebbe. Porgi i miei ossequi al signor Procuratore e comunicagli che il caso è quasi risolto.

“Quasi?”

Manca soltanto l’aggressore, ma, dati i presupposti, per l’Arma dovrebbe essere un gioco da ragazzi scovarlo in tempi rapidi.

“Papà, mi irrita la facilità con cui costruisce castelli di carte e se fossi certo di non farmi male, a volte ti darei volentieri un cazzotto sulla testa.”

Se non vuoi farti male puoi sempre provare con un bel pezzo di legno…

“Pezzo di legno eh?”

Già, e se usi una spranga di ferro di sicuro ottiene risultati migliori, anche se non la cali sul capo.

“Comincio a crederci anch’io…”

A cosa? Che tuo padre sia una testa dura oppure che sia un assassino?

“Sì.”

Sì cosa?!

“Quando Tal de’ Tali compare, alcune persone girano alla larga. Quel giorno una di queste persone lo vede arrivare e scantona perché gli deve dei soldi; però lo vede entrare in casa e allora un poco si tranquillizza: non è lui il ricercato di turno e decide di rimanere nei paraggi per controllare la situazione. Sente quello che sta succedendo a casa tua. Ti conosco e so che quando prepari il sugo con le sarde tieni spalancata la finestra del cucinotto. Volano parole grosse e lì per lì il nostro uomo prende la decisione di dargli una lezione… ”

Fin qui potremmo anche esserci, ma non risulta che lo abbia preso a bastonate in mezzo alla strada.

“No, lo ha atteso nell’atrio di casa e so già chi andare a cercare. Ricapitoliamo.

La porta d’ingresso è di quelle a molla, che si rinchiude automaticamente. Una volta dentro trovi l’appartamento della vittima subito a destra, al centro la rampa di scale che porta alla tua abitazione e, a sinistra, quei pochi gradini che conducono alle cantine, una delle quali, la più piccola, viene usata come ripostiglio per gli attrezzi usati dalla donna delle pulizie. Inoltre lì sotto vi è un’altra via d’uscita che dà su un cortiletto.”

Più che un cortiletto lo definirei uno spazio aperto per chiunque. Non è un caso che quella porticina è sempre chiusa a doppia mandata. Tuttavia, mio capitano, la vedi la donna delle pulizie che mi sfonda la cassa toracica di un uomo a colpi di manico di scopa?!

“Non lei. In quel cubicolo sono riposte altre cose e potrebbe esserci stata anche una sbarra di ferro, che sono comunque sicuro che lì non ritroveremo. Ma in qualche parte sul fondo del fiume certamente sì.”

Insomma, ragazzo, non tenermi sulle spine.

“Quando fai così sei veramente divertente. Adesso pensaci tu.”

Ah è così, mi sfidi?! E non ridere quando ti parlo!

“Eh eh eh, vado a chiedere al Procuratore l’autorizzazione per un arresto. Eh eh eh.”

La Generalessa, sant’iddio fa che riposi in pace, mi ha partorito un mostro. Dici che devo smetterla di dire scemenze? Dici che sono in braghe di tela perché è la prima volta in vita mia che mi trovo tra i sospettati per la morte di una persona? Sì, hai ragione cara, ma è proprio per questo che mi girano le palle.

Scusa la divagazione, stavo parlando con tua madre. Ricominciamo, visto che sostieni che non è stata la donna delle pulizie. Ma tu l’hai mai guardata bene? Sai chi è? Neppure io; l’avrò incrociata sulle scale non più di un paio di volte, buongiorno e buongiorno. O forse no: buongiorno e “poncionno”? Una tuta di felpa dozzinale a ricoprirle la persona, un fazzoletto sulla testa per riparasi dalla polvere, sotto il quale spunta qualche ricciolo di capelli chiari. Biondi, direi. Età? Né tanti né pochi. Tutto qui.

“Abbastanza per avere un figlio ventenne e un convivente, entrambi alle prese con lavori occasionali di poco conto: messi insieme non arrivano a mille euro al mese. Abbiamo verificato. Se li sudano senza fare storie, ma quando arriva il giorno della paga, quasi sempre si ritrovano in tasca meno del pattuito. Si sono rivolti anche a noi e alcuni dei sedicenti datori di lavoro erano già tenuti sotto osservazione anche da parte dei colleghi della Guardia di finanza. Inoltre, dettaglio importante, di tanto in tanto davano una mano a fare le pulizie. Di conseguenza è possibile credere che avessero le chiavi per entrare nella palazzina. La solita storia, visto che sono emigranti: parlano e capiscono poco e male la nostra lingua. Soggetti vulnerabili.”

Dunque ti sembra tutto abbastanza chiaro. Uno dei due, o forse tutti e due, hanno chiesto un prestito e poi, vedendo aumentare progressivamente il tasso d’interesse praticato da quel… praticato dalla vittima, decidono di dargli una lezione. Se è così, ti consiglierei di aspettare ancora un po’ prima di chiedere al Procuratore il mandato d’arresto.

“Perché? E se quei due se la squagliano?”

È proprio questo il punto: finora non se la sono filata.

“Cambia poco, sanno di essere tenuti d’occhio e non saprebbero dove andare.”

Ho una mia teoria e forse è molto più aberrante di quel che pensiamo. Punto primo, i sospettati non se la sono squagliata per il semplice motivo che di tutta questa storia non ne sanno niente. Potrebbero aver chiesto dei soldi in prestito, ma anche no. E se è così, punto secondo, chi avrebbe potuto chiederli per far quadrare un bilancio familiare di per se assai precario? La donna delle pulizie la quale, per saldare il debito e tenere al riparo i suoi cari, avrebbe anche accettato l’umiliazione di andare a letto con quel porco. Tuttavia, appurato che quel porco pensava solo a spassarsela senza cambiare una virgola del ricatto, esasperata, lo ha riempito di sprangate, probabilmente nella abitazione di lui, dove è rientrato dopo aver litigato con me. Questo spiegherebbe perché io non ho sentito grida. Punto terzo, il nostro uomo s’è spaventato quando si è reso conto che stava sputando sangue ed è scappato di gran carriera ficcandosi il fazzoletto in bocca. Punto quarto, io ho detto di averlo preso per il bavero del cappotto, non per il bavero della giacca. Certamente, come hai detto, l’arma del reato la troverai in fondo al fiume.

“Sì, pronto. Che c’è? O cazzo!”

Che?

“Hanno trovato la donna, s’è tagliata la gola con un coltello da cucina.”

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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