Il ritorno di Calabiano Moresco, luoghi comuni

Il ritorno di Calabiano Moresco, luoghi comuni

Partiamo da un’ipotesi fantasiosa: la persona che s’invita a cena la domenica sera quasi mai è impegnativa perché il giorno dopo è lunedì per tutti. Se pensiamo a possibili ulteriori sviluppi nel corso della serata e della notte, potremmo supporre che il venerdì oppure il sabato siano i giorni più appropriati.

“Ciò non toglie che la poveretta è stata ritrovata poco vestita e con una calza annodata ben stretta attorno al collo. L’altra ancora l’indossava. Auto reggente e, per dirla chiara e tonda, modello seduzione, in sintonia con il resto dell’abbigliamento che sta sotto i vestiti e un maquillage che non lascia certo pensare a una partita a scala quaranta tra amici. Per non parlare della cena: ne convieni che per il vicino di casa quattro spaghi vanno bene, ma non ti spendi con vino bianco Chablis e ostriche atlantiche, tagliolini panna e carciofi e orata al cartoccio.”

Ne convengo, eppure vi qualcosa di stonato, qualcosa che mi fa pensare a una messa in scena finita male.

“Spiegati meglio.”

Se la vittima aveva deciso di sedurre il suo ospite, e uso il maschile soltanto perché ritengo che lo strangolamento richieda una certa forza fisica, cosa che fa testo ma è soltanto un’ipotesi, per quale motivo teneva una pistola sotto il cuscino?

“La donna aveva un regolare porto d’armi, rilasciato per la delicatezza e la responsabilità del suo lavoro. Vendeva gioielli per conto di alcune aziende di Valenza e spesso le capitava di dover tenere i campionari in casa. Frequentava anche la palestra seguendo corsi specifici.”

Va bene, ma perché sotto il cuscino e non, invece, nel cassettino del comodino? Insomma, quando si fanno certe cose le piroette vanno tenute in conto e girati di qui e salta di là, a un certo punto qualcuno va a sbattere col naso sopra un oggetto un tantino molesto, per lo meno inconsueto date le circostanze e, ragionevolmente, domanda e si domanda il perché.

“Ne dobbiamo dedurre che la vittima, almeno nelle intenzioni,  avrebbe potuto diventare il carnefice?”

Eddài capitano, che è quell’espressione da seminarista?! Qualche capriola l’avrai fatta pure tu, o no?!”

“Maresciallo, ti faccio presente che non è della mia vita privata che stiamo discutendo!”

Comandi signor capitano. Mi scusi per la non intenzionale insolenza. Ma benedetto figlio mio, pensaci anche se sei un carabiniere, se stai facendo l’amore e all’improvviso c’è un pezzo d’artiglieria che ti gira per il letto… Insomma.

“Di conseguenza la vittima non si fidava dell’invitato e anzi ne aveva timore. Ma perché non tenere l’arma a portata di mano? E perché quella cena da Gran Hotel e tutto il resto?”

Sondare le intenzioni del cavaliere? Forse, ché comunque qualche arma di difesa, o di offesa, c’era pure sulla tavola imbandita.  Ricorda, mai sottovalutare i coltelli per il pesce. A proposito, chi vi ha avvisato?

“Un suo collega che, da quanto è stato verbalizzato, doveva passare di lì per mettere a punto il programma di lavoro per la settimana entrante. Pianificazione per le visite ai clienti. A ognuno il suo territorio e magari uno scambio di nominativi laddove un commerciante ostico poteva essere rigirato con un altro. In altre parole: da quello lì ci vai tu e mostragli le tette perché io né cavo fuori un bel niente, fammi questo favore.”

Quindi la cena non era per lui. E il capo area?

“Alibi di ferro, a quell’ora era ancora al mare, e comunque ha confermato che nel fine settimana la poveretta non aveva preziosi in casa.”

Un possibile amante?

“Donna irreprensibile. Oltre al collega di cui sopra, riceveva visite occasionali solo dai famigliari e da qualche amica conosciuta in palestra. Dagli esami necroscopici non risulta che abbia subito violenza di natura sessuale.”

E che cazzo… E allora costei chi voleva sedurre e magari anche uccidere?

“Maresciallo, chiediamo piuttosto chi la uccisa e perché.”

Chi non lo so ma il perché forse lo posso intuire. Fino ad ora il nostro ragionamento s’è avvitato su luoghi comuni dettati dalle apparenze. Abbiamo una vittima certa e una vittima potenziale che a sua volta si è trasformata in assassina. E vorrei farti notare che, nel rispetto della grammatica, sto parlando al femminile.

“Una… Una possibile amante?”

Magari conosciuta in palestra. Al momento vedi qualche altra possibile strada? Proviamoci. Per contrasti d’amore o egoismo a volte non sono solo i maschi a uccidere.

 

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