Il rock ipnotico e misterico delle Violenti Lune Elettriche chiude il mio 2016 di musica live

Il rock ipnotico e misterico delle Violenti Lune Elettriche chiude il mio 2016 di musica live

Ci ero andato per salutare e vedere gli amici prima di Natale, per bere qualcosa e per cazzeggiare un po’ venerdì sera a Il Paniere. Ma dopo 10 minuti che ci ho messo piede hanno attaccato a suonare le Violenti Lune Elettriche e per un ora e 40 non mi sono schiodato dalla mia postazione, quella dove Simone Parati dice che metteranno una targhetta, oh sono abitudinario che cazzo volete.

No perchè le Violenti Lune Elettriche sono ancora quelle che Gianni della Cioppa descriveva come: “band fatta di sudore, passione che si coagula con una base di elettricità metael e calore blues“.  Citazione da Italian Metal legion, l’enciclpodeia del metal italiano dove le Vle sono state incluse con una scheda tra i principali gruppi italiani degli anni 80 e 90.

I pezzi del nuovo disco, che si intitola semplicemente col nome della band, che arriva ventidue anni dopo Tempo parole e musica, il cd, ma sopratutto ventiquattro anni dopo 2 il vinile che segnò gli anni 90 cremaschi, sono all’altezza dei capolavori di quegli anni. Gino TxD5, Liv Liv, Danilo Somenzi e il nuovo entrato Italo Trabattoni, che sostituisce lo scomparso Gigi Bertuzzi, hanno grinta da vendere e di sudore, soprauttto un inarrestabile Livio alla voce, ne hanno da sprecare.

Ma lo spettacolo è il gruppo di amici fan, tra cui mi metto, per loro ho fatto uno strappo ad una regola che non transigo mai, mai una maglietta del gruppo che sto sentendo dal vivo, ma in questo caso era appena arrivata dono dell’amica Cosetta, e quindi l’ho infilata sopra la felpa e mi sono fatto catturare da quasi due ore appunto di sudore e blues.

Si perchè Pugni chiusi o Politiko, o Manifesto del futurismo rosso, non hanno nulla da invidiare ai pezzo degl anni ’90. La vena artistica di Gino Tessaroli non si è mai inaridita, passando indenne dai tempi degli Astrni neon Zuni e dei Minimo Lumen, e continua a raccontare il mondo misterico e oscuro con i suoi occhi e la sua chitarra, madonna che chitarra. Ma per questo guardatevi il video che alleghiamo.

Un bel modo per me di chiudere il 2016 della musica dal vivo, fatto di concerti epici, trasferte e piccole grandi serate (quelle cremasche tutto e quasi grazie al Paniere, e agli screamzini incredibile dirlo… a cui va il mio grazie). Per il resto mi spiace di aver interagito poco con gli amici presenti: il Plitz, Cinzia, Mara, Cosetta, Erika… Mi perdoneranno. La musica continua a farmi questo effetto ipnotico. Ovviamente tanti auguri a Radio Nero Carta Oro, che festeggiava durante la serata i 10 anni di trasmissioni. Grandi.

Emanuele Mandelli

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