Il tennico del Crema 1908, Àncàmô ‘na vôlta, ovvero le differenze tra Voltini e Bertolotti

Il tennico del Crema 1908, Àncàmô ‘na vôlta, ovvero le differenze tra Voltini e Bertolotti

Ancora una volta Calvo Pépàsh aveva le sue buone ragioni per essere incazzato come un contribuente perseguitato da Equitalia. Se alla seconda giornata di campionato nessuno l’aveva avvisato che il Crema 1908 giocava in trasferta e s’era ritrovato solo come un pirla allo stadio Voltini, in occasione della partita casalinga di domenica scorsa contro il Villongo, una “dimenticanza” de quèll sàltafoss d’on màgàsinêr (sempre lui) quasi gli risultò fatale: infatti in viale De Gasperi sventolavano solo bandiere gialloblù. “Ma dov’è che gioca il Crema?” Per tutta risposta ricevette pernacchie e risate sguaiate, finché un “cannibale”, mosso a pietà, gli suggerì di provare al Bertolotti: “Se pedali alla svelta ce la fai.” Girò la bicicletta e fu lotta contro il tempo. “Non faccio per vantarmi, ma a me Jacques Anquetil mi fa una pippa”, disse poi agli amici del Bar Sport: “Da lì a Santa Maria… venticinque secondi netti!” “Minuti, cacciaballe, minuti”, fece eco il solito quartetto di professionisti dello scopone scientifico.

Giunto al campo gli venne severamente proibito di accedere allo spogliatoio e a nulla valsero le sue miti spiegazioni: “Cazzo, faccio mica niente di male, voglio solo strozzare il magazziniere.” Fu costretto a vedere la partita ammanettato a un palo della luce.

E come è andata? “Quello di San Siro è un risultato bugiardo, perché noi bianconeri abbiamo dominato dall’inizio alla fine e a quelli là gliene potevamo dare dodici. Grande Tevez.”

Calvo, non i bianconeri di Torino ma i nerobianchi di casa nostra. Non svicolare.” Mai che quei quattro sedentari di merda si facessero i cazzi loro!

Be’, nella misura in cui, cioè, insomma… ci hanno inchiappettati a pochi minuti dalla fine quando stavamo conducendo per 2 a 1. Un pareggio che ha messo in evidenza due cose, cazzo! Non siamo il Barcellona di Pep Guardiola e, soprattutto, ci serve la bombola dell’ossigeno.”

Beppe Cerutti

 

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