Il tennico del Crema 1908, l’incubo Fanfulla

Il tennico del Crema 1908, l’incubo Fanfulla

In vista dell’incontro casalingo con i nerobianchi lodigiani del Fanfulla, Calvo Pépàsh si ritrovò a dover fare i conti con un incubo che lo avrebbe perseguitato nei giorni a venire. Infatti, nell’organizzare la tifoseria degli Scorbutici, gli era venuto in mente uno di quegli slogan intesi a sfottere gli avversari e che, non aveva dubbi in proposito, sarebbe passato a declamazione nazionalpopolare: “Chi non salta nerobianco è, è, è!”

“Ma è scemo?”

“No. Solo che ho finito il Vov e allora gli ho preparato uno zabaione con rum finlandese. Devo aver sbagliato le dosi.”

Notti deliranti.

“Nerobianconerobianconerobianconerobianco…è…è…è…Ma chi? Nerobianconerobianconerobianconerobianco…è…è…è… Ma chi?” Così di seguito, fino all’alba.

Beppe Cerutti

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