Il Tennico del Crema 1908, quasi gol… (citazioni colte)

Il Tennico del Crema 1908, quasi gol… (citazioni colte)

Come ben sanno coloro che seguono il calcio minuto per minuto, le trasferte sono sempre insidiose e quella contro il Fanfulla non era certo da meno, con i lodigiani alla disperata ricerca di punti salvezza. Per l’occasione e grazie ai potenti mezzi economici messi a disposizione dalla cassa scorbutica, venne inviato a bordo campo un attempato epigono di Nicolò Carosio, dotato delle altrettanto vetuste attrezzature audio risalenti ai tempi della Eiar, gracchianti in modo vergognoso. L’esordio fu comunque impeccabile: “Amici cremini e cremaschi all’ascolto, buongiorno. Qui è Nicolò Carosio che vi parla; siamo a bordo campo dello stadio Dossenina di Lodi. Terreno in buone condizioni e situazione metereorologica uguale. Spettatori sono circa, però di preciso ancora non lo sappiamo. A occhio centomila.” Immedesimato nella parte fino al misticismo, il radiocronista si lasciò prendere la mano e, nell’attesa dell’entrata sul rettangolo di gioco dei giocatori, intrattenne gli ascoltatori con un pistolotto storico-calcistico per la verità carente di congiuntivi ma denso di gerundi. Si riuscì però a capire che entrambi “i clabs erano stati fondati ai tempi de Carlo Côdega.

Sbàsa la radio”, disse Calvo Pépàsh colto da un principio di furia omicida e conseguente emicrania.

“È un iconoclasta”, precisò il Ragionier Nemo disgustato.

“Perdonalo, è una povera testa di cazzo”, aggiunse il Barista rivolgendo lo sguardo al ritratto del presidente¹, severissimo e nobile nella composizione e nel disegno, secondo l’impronta di Jacques-Louis David quando dipinse l’incoronazione di Napoleone Bonaparte.

Ma ormai il delirio era in onda, complici gli identici colori sociali delle squadre, che pure erano in campo con casacche diverse e ben distinguibili: “Ha detto che ci sono stati almeno due o tre quasi gol, ma non si è capito bene da che parte.” Di fatto, a sentirla bene nelle concitate quanto pittoresche descrizioni del radiocronista, e con un po’ di fantasia, più che una partita di calcio sembrava una guerra fratricida. Esempio: “Palla in possesso dei bianconeri che però se la vedono sradicata dai piedi dalla veemente reazione dei nerobianchi che sospingono i bianconeri nella loro area. Situazione confusa, con i giocatori bianconerobianchi impegnati allo spasimo in una battaglia di trincea. La sfera finisce in fallo laterale ma l’arbitro sembra indeciso se assegnare la rimessa ai nerobianchi oppure ai bianconeri.”

Calvo Pépàsh si teneva la testa tra le mani, gelate come un ghiacciolo alla menta artica: “Ci capisco una beata fava di quello che sta dicendo. Forse è colpa del metabolismo che avanza, ma a me pareva che dovessero giocare il Fanfulla 1874 e il Crema 1908.”

Meno male che a bordo campo, oltre all’improvvisato Nicolò Carosio, ormai candidato vincente per un seggio a Novosibirk, stazionava anche el màgàsinêr munito del famoso Motorola brick phone risalente alla metà degli anni ’90 del secolo scorso. Gli avvenimenti cominciarono a chiarirsi e il resoconto si fece piuttosto deludente: innanzi tutto non c’erano stati i due o tre quasi gol millantati da quel vecchio stordito e neppure mischie furibonde, semmai un bel tazzone di camomilla, almeno fino al 75’ e poi… (interferenze)

Cazzo è caduta la linea!

“E poi uno a uno sul filo di lana” precisò il Ragionier Nemo in modo consolatorio. “Per dirla in termini medici riguardanti la prostata”, aggiunse, “preso il gol di Pagano gli avversari hanno tentato una vigorosa esplorazione rettale, ma ci siamo parzialmente parati il culo, che di questi tempi non è poco, perché adesso si fa dura, durissima.”

Beppe Cerutti

 

¹In occasione del genetliaco la fotografia ufficiale del presidente a colori tornò a occupare il posto di privilegio sopra la mâchina del càfê. Una decisione presa dal Comitato centrale degli Scorbutici dopo l’indiscutibile trionfo ottenuto dalla squadra sul Sarnico e per aver inoltre sventato un proditorio attacco da parte di una certa magistratura schierata politicamente, con il preciso scopo di gettare discreto sulla società in vista della trasferta a Lodi, ospite del Fanfulla. Ai piedi dell’immagine un pennarello anonimo ma mica tanto aveva aggiunto: “Santo subito!”

 

 

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