Il Tennico del Crema 1908, un caso internazionale

Il Tennico del Crema 1908, un caso internazionale

La notizia di un incidente stradale in cui era stato coinvolto il perito conciario Firmato Silvestri giunse al Bar Sport nelle prime ore del mattino e solo qualche avventore si ricordò vagamente del personaggio: uno scocciatore tuttologo che aveva voluto dire la sua in occasione di una partita d’andata.

Non gliene fregava un cazzo a nessuno ma una bevuta alla salute non la si nega di certo a una vittima della strada. Bella storia questa qui, perché il Silvestri in versione ciclistica ne usci praticamente illeso nonostante avesse centrato in pieno un vecchio motocarro Guzzi, proveniente dal Lodigiano, fermo al lato della strada per un guasto meccanico.

Dalle prime ricostruzioni effettuate dalla Polizia stradale sembra che il conduttore, occupato nel tentativo di riavviare il mezzo, non sia riuscito a uscire in tempo dalla cabina di guida nonostante che il Silvestri, viaggiando contromano, urlasse di avere i freni rotti. Una botta da sette giorni di prognosi, schienato con sospiri. A complicare ulteriormente la storia, si deve aggiungere il fatto che il suddetto motocarro trasportava alcuni bidoni di latte locale fuori quota diretto verso il confine svizzero. Ne venne fuori un casino di portata internazionale, con le quotazioni del celebre cioccolato elvetico in caduta libera, mentre la Gdf si era stufata di arrestare gente.

Per quanto eclatante, l’episodio sembrava non dover interessare il futbol dilettantistico nostrano, sennonché, da un’indagine più accurata, ne venne fuori che il conducente (conosciuto come el Milker, da Amilcare, ma comunque di professione mungitore) era un tifoso del Fanfulla, prossima squadra avversaria dei nostri cremini. Su quest’ultimo termine, che per noi è un semplice aggettivo, anche irriverente, il giudice istruttore prese un abbaglio colossale e ipotizzò il reato di traffico illegale di prodotti caseari privi di bolla d’accompagnamento, allo scopo di immettere sul mercato il famoso “cremino cremasco” evadendo l’Iva. Preso dall’euforia, esagerò un filo di più (perché allergico ad alcuni enzimi presenti nel lattosio, che gli producevano imbarazzanti disturbi intestinali), ipotizzando anche il reato di malversazione a carico dei soggetti coinvolti nell’inchiesta.

A Lodi tifosi e cittadini comuni presentarono una petizione popolare (dal titolo “Ma vai a ranare”) sottoscritta anche dal Vescovo e del Primo cittadino. A Crema il presidente della squadra, per nulla intimorito dallo scenario che si andava delineando, prese a prestito una efficacissima frase di Winston Churchill: “A dispetto del nome della nostra gloriosa società, tengo a precisare che non operiamo né abbiamo interessi di alcun tipo nel settore dei dolciumi.” Preoccupato dall’incalzare degli avvenimenti, il Csm intervenne in maniera risoluta. L’incauto magistrato venne trasferito presso la Procura di Massa Carrara, la cui provincia è famosa per l’attività estrattiva del celebre marmo, ma non certo per l’allevamento della vacca Frisona.

Beppe Cerutti

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