Il Tennico del Crema 1908, i polli di Calvo Pépàsh

Il Tennico del Crema 1908, i polli di Calvo Pépàsh

“Vediamo se conosco i miei polli.” Così Calvo Pépàsh andava rimuginando in compagnia dell’ormai quasi inseparabile Vov alla pesca. Il rinvio a data da destinarsi della difficile trasferta a Castegnato non lo lasciava tranquillo, anzi: allargava ulteriormente un orizzonte al cui centro si collocava nell’immediato l’appuntamento casalingo con l’Orceana, insidioso per almeno due fondate ragioni: 1) i bresciani navigano in fondo alla classifica e hanno un disperato bisogno di far punti; 2) all’andata ci hanno rifilato due schiaffoni che bruciano ancora adesso. Ergo, bisogna tenere alta la guardia, vigilare.

E a questo punto torniamo ai polli di cui sopra che, come ben sapeva, sono sì scorbutici nel carattere, ma anche irresistibilmente attratti dalle lusinghe più banali come quelle, per l’appunto, provenienti dal teatro Ariston di Sanremo. Il rischio di “inchiavarda mento” senile davanti allo schermo tv era reale e con esso anche quello di perdere di vista il tema principale della settimana: chi va sui campi di calcio a spalare la neve?

Scorbutici!

Sé ghe àncàmô?

Adunanza, perché l’emergenza non è finita e corriamo il pericolo di perdere la partita prim’ancora di giocarla, perché il regolamento parla chiaro. O rendi il campo praticabile, o ne trovi uno alternativo o altrimenti vai a puttane.

Capo, guarda che…

Silenzio, gaglioffi rammolliti, e preparatevi. Le consegne furono ferree. Calvo Pépàsh organizzò due squadre volanti con il compito di monitorare, giorno e notte, le condizioni degli impianti, di tutti gli impianti, presenti in città e nel circondario. Il resto della ciurma venne tenuto in stato di allarme, nel caso si fosse reso necessario ramazzare il Voltini e/o il Bertolotti.

Capo, guarda che…

Silenzio, razza di lavativi! Non ci sono scuse…

Capo, o mi ascolti o ti tiro un cazzotto sul naso.

Sé ghe àncàmô?!

Già da un paio di giorni la Società ha comunicato ufficialmente che la partita si giocherà al Voltini, domenica alla 14,30.

Cazzo, non potevi dirlo prima?!

Beppe Cerutti

 

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