Jenny la moglie tettona di Bruno Mattei lo cerca anche a Natale. Ma non è una storia a lieto fine

Jenny la moglie tettona di Bruno Mattei lo cerca anche a Natale. Ma non è una storia a lieto fine

Niente, ho cercato Bruno per mesi ma non c’è traccia di lui nella città Giocattolo. Ho letto un paio di stronzate ma ho visto che tutti l’hanno già zittito e amen. So che ormai l’ho perduto, così come è perduto il nostro matrimonio. Si è rifugiato nel piacentino, forse lì le donne hanno più tette che sotto il Torrazzo. E’ l’unica spiegazione.
Ho piazzato i bimbi in eterno da madra, che certamente li crescerà secondo i dettami della DC. Non tornerò in Crucchialand, anche perché il passaggio sotterraneo l’hanno richiuso e non saprei come fare. Ho pensato di spaccare i sampietrini là dove erano comparse le volte in laterizio, ma dai pettegolezzi che si sentono al mercato, qui nella città giocattolo, se trovano una buca vanno tutti i delirio.

In fondo qui non si sta così male, anche se trovo che sia una città di depravati, tipo Sodoma e Gomorra, ma anche Gomorra e basta, leggendo la cronaca nera locale. Rapimenti (veri o presunti), droga nelle piazze – che poi io quando la cerco non la trovo mai… mah! -, ragazzini ubriachi al pronto soccorso…Non mi sorprende che Bruno fosse emigrato nel 2017!

Poi però ho fatto qualche giretto, di sera, la scorsa estate e non m’è parsa poi così male questa città. Oddio, smortina eh… in quanto a movida stanno messi male e ve lo dice una che s’è vista copiare anche dalla milanese che balla sulla mortadella. Sì, MY$$ KETA è una copiona.
“Dicono che sono pazzeska, sarà il fascino della tedesca…” è opera mia. Ma sto divagando.

Dicevo che dopotutto questo posticino non è male. Adesso che è quasi Natale mi lascio affascinare dal grande albero in piazza, dalle comete lungo le vie del centro e nella piazza delle palle. L’ho soprannominata così, quella centrale. Ci sono palle ovunque appese a fili dorati e una grande, centrale, con un pistolotto blu che ha un nonsoche di fallico. Una coetanea che ho conosciuto qui, con cui siamo diventate amiche, ci vede una tetta gigante. Sarà, ma a me ricorda proprio un pennacchiotto.
Sarà l’astinenza. Sarà che Bruno, ormai, l’ho scordato.
Però ho incrociato un bono nella piazza delle palle. Alto, infighettato. Parlava della piazza. Non questa: l’altra, quella con l’albero. Volevo seguirlo ma poi ho pensato che mi avrebbe scambiata per matta.

Chissà se mai lo rivedrò.
Mi accingo a passare un Natale solitario, in questo appartamento dietro piazza delle palle, con il vicino che continua a parlare imperterrito al telefono, borbottando filosofie di politica.
Ma non lavora nessuno in questa città?
Buone Feste

Jenny Ausedemblock

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