La Città Giocattolo è spaccata in due e nessuno lo vuole raccontare

La Città Giocattolo è spaccata in due e nessuno lo vuole raccontare

I giovani, che schifo! I giovani sono giovani solo nel senso dei foruncoli. I giovani sono stupidi per definizione, si sa, non si può pretendere. Ma almeno un po’ di slancio dico io, un po’ di passione no? Li vedo tutti i giorni per la strada, si accarezzano, si tocchignano dolcemente, sensibili sai? Sì, anche i giovinotti sensibili sì.

Il brano preso dal monologo L’ultimo uomo di Giorgio Gaber basterebbe ed avanzerebbe per liquidare la questione. I giovani andrebbero inceneriti e stop. Il fatto è che il pensionato rompicoglioni Antonio Grassi ha alzato il tiro sul dibatto della Crema che va in declino e cosa ha pensato di fare? Sparare sui giovani. Nell’ultimo pezzo sul suo blog su La Provincia definisce i giovani cremaschi:

Troppo fighetti, troppo intellettuali, troppo presuntuosi. Troppo fiacchi. Troppo vecchi. Già, troppo narcisisti. Troppo hipster, ma quelli tarocchi. Troppo molli. Non celenterati, ma quasi. Si piegano e si spezzano.

Porca miseria Grassi. Guardi che la aspettano sotto casa. E poi no. Non hanno la forza di farlo. La generazione degli sdraiati, come li definisce Michele Serra nel suo ultimo geniale libro si sposta solo in determinate occasioni. Quali? Lo sa il signore.

Nel pezzo il buon Grassi rilancia la palla a Sussurrandom e a Scremzine per la raccolta dei dati. Ma quali dati? C’è un grosso problema di base. I giornali cremaschi non parlano di giovani, i giovani giovani. Mica quelli che fanno le associazioni, che frequentano i Giovani democratici o gli oratori… quelli sono una sparuta minoranza che non conta nulla nelle statistiche. I giovani giovani cosa fanno a Crema? Esattamente quello che fanno nel resto del mondo ma l’informazione locale se ne frega.

Abbiamo fatto un casino pazzesco per il video delle ragazzine che si menavano non ricordo in che parte d’Italia, grandi sociologi a stracciarsi le vesti. Ben prima di quel video girava sui telefonini dei cremaschi il video di un pestaggio tra ragazzine avvenuto a Crema. L’avete letto da qualche parte? Si fa gran baccano per i video moda del momento, in cui un giovane si tracanna in un fiato un drink alcolico e poi lancia la sfida ad altri coetanei e poi non ci si accorge che queste cose le si fa anche nella Città giocattolo. Si le si fa. L’abbiamo visto noi un video girare su Facebook questo fine settimana rilanciato da più utenti. Lo avete letto da qualche parte?

E quelli che si menavano in biblioteca? E quelli che passano la serata a bivaccare in via Civerchi che poi la domenica mattina la via fa schifo? Vogliamo dirlo? Giovani cremaschi, mica sbandati extra qualcosa. Il declino è forte, molto più di quello che Grassi dice. E nessuno, nessuno, lo scrive. Quando ci si prova lo si fa superficialmente. Molto superficialmente. Oppure con sensazionalismo. Perché magari beccano il figlio del commendatore con due grammi di fumo. Bravi. Come se quello fosse il problema. Molto meno scandalo ha fatto la coppia di minorenni che avrà un figlio, l’avete letta da qualche parte?

Commentatori dalle penne affilate è inutile che andate a vedere gli oratori (detto che anche li… qualcosa da dire ci potrebbe essere, la diocesi che prende le distanze dallo Slu vi dice qualcosa? No vero. Eppure dovrebbe)

La città Giocattolo è spaccata in due. C’è una città che nessuno conosce o vuole davvero conoscere. E anche nel pezzo di accusa che Grassi lancia questa città quasi del tutto assente. Non ci sono i dati, non ci sono le intenzioni di andare a vedere cosa succede davvero. Allora è assurdo che sia Bruno Mattei dalle colonne di Sussurrandom a dire certe cose, ma è assurdo che sia anche il giornalista scassa minchia in pensione a proporre il dibattito su questo punto così delicato. Manca tanto, troppo, tutto. Quella fetta di popolazione che ha circa 14/15 anni, a Crema dicono i dati Istat circa il 12,3 per cento della popolazione, e dimenticata. Abbandonata a se stessa. Se ne parla solo quando qualcuno si ammazza.  Una discussione seria che coinvolga i giovani non c’è mai stata. E quando si cerca di fare qualcosa non rispondono. Non sappiamo come comunicare con loro e a loro di comunicare con noi non frega giustamente nulla. Come i nostri genitori non sapevano comunicare con noi dirà il furbastro del caso. No. Peggio, molto peggio. O forse come asl solito siamo dei cavolo di moralisti che sono invecchiati e credono che tutto cambi. Invece tutto rimane immutato.

Bruno Mattei

Cronologia

 

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