La dura vita dell’ipoconcriaco 2.0

La dura vita dell’ipoconcriaco 2.0

Diciamocelo, nascere ipocondriaci è già una sfortunella non da poco, nascerci poi in periodo di web 2.0 è la sventura più totale.
Il nostro avo ipocondriaco si ammalava avvertendo istantaneamente i sintomi del malanno del collega, della casalinga incontrata dal panettiere, della suocera che accudiva o al massimo per i più eruditi leggendo qualche raro articolo di medicina e correva dal medico condotto che gli prescriveva quei medicamenti buoni per tutto: le punture di vitamine, l’aspirina, il bicarbonato. E per chi non lo sapesse, l’ipocondriaco doc dopo aver parlato con un medico sta subito meglio e spesso la cura nemmeno la comincia.

Poi è arrivato il Corriere Salute e con immensa felicità si sono conosciuti i sintomi di nuove terribili malattie da cui sentirsi settimanalmente afflitti. Che poi che c’è di strano ad avere un lunedì i sintomi dell’ebola e quello successivo quelli dell’osteoporosi?

L’evoluzione dell’ipocondriaco si è avuta nell’ultimo biennio, quando sembra che la salute sia un dono per pochi e i nostri antenati dei secoli scorsi degli highlander che non si comprende come superassero l’anno di vita, tra cattiva nutrizione, batteri e pochi prodotti curativi.
Adesso c’è internet e basta uno starnuto di troppo per spingere alla necessità di cercare sul web che malattia ha certi terribili sintomi.
Un semplice fungo della pelle diventa così un indicatore dell’Aids e una leggera influenza è sicuramente aviaria o sars. Capita pure che un lieve aumento ponderale sia sintomo di diabete, ipotiroidismo, sindrome di Addison, sindrome di Cushing, stress, depressione e altre varianti, senza contare che magari basterebbe provare a correre ogni tanto.

Che poi c’è pure l’applicazione per gli smartphone che se scrivi i sintomi ti dice con quale terribile malattia stai convivendo in quelli che pensi essere i tuoi ultimi giorni. E per i meno tecnologici è arrivata in soccorso la tv, con molti programmi fatti ad hoc sulle innumerevoli sventure salutistiche degli abitanti del globo, lasciando la fascia oraria che un tempo era dominio del Maurizio Costanzo Show a erezioni imbarazzanti, pustole giganti, unghie deformate e ginocchia rotanti.

Che poi all’ipocondriaco basta un po’ di comprensione, un mistrarsi seriamente affranti per i suoi innumerevoli mali e la panacea è pronta da servire. Almeno fino a quando un raffreddore non lo si prende davvero e forse non basterebbero nemmeno il buon Dottor Ross e il paracetamolo, a convincere il nostro malato a non scrivere le ultime volontà.

bl

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