La finale di Champions un po’ cremasca grazie al bresciano Andrea Berta

La finale di Champions un po’ cremasca grazie al bresciano Andrea Berta

Con il bravo Carletto Ancelotti sulla panchina del Real Madrid e con l’altrettanto bravo Andrea Berta dietro la scrivania dell’Atletico (nelle vesti di direttore sportivo), sabato 24 maggio, nella finale della Champions League tutta spagnola, a suo modo l’Italia sarà protagonista dell’evento.

E con Andrea Berta, bresciano di Orzinuovi, ma cremasco d’adozione, anche Crema indirettamente avrà un posto di riguardo nel derby iberico d’Europa. Addetto ai lavori appassionato e preparato, gran lavoratore, un passato di collaborazioni calcistiche con Rodengo Saiano, Carpenedolo, Parma e Genoa, Berta (in buoni rapporti con il deus ex machina del Pergo Cesare Fogliazza) agli inizi degli anni Duemila, su consiglio di Lord Max Aschedamini (ex presidente del Pergo che in questa Pergolettese manca assai) per un soffio non diventò general manager del sodalizio gialloblù.

Altri membri della cordata al suo posto scelsero Valentino Angeloni, ma questa è un’altra storia; l’attualità ora è tutta concentrata sulla finale, all’italiana, tra Real ed Atletico: vinca il migliore, tanto Berta (Adriano Galliani lo vorrebbe al Milan, con Prandelli in panchina) e Ancelotti (chissà se frequenta tuttora una cartomante consigliera della Bassa Bresciana?) campioni già lo sono, chapeau!

Stefano Mauri

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