La mia seconda meta culinaria nel territorio cremasco che mi ha adottata

La mia seconda meta culinaria nel territorio cremasco che mi ha adottata

Continua il mio stimolante viaggio tra i gusti e sapori del nostro ricchissimo territorio.
Questa volta l’istinto mi porta in un piccolo paesino della campagna Cremasca, un luogo dove mi ero promessa di ritornare.
Sono riuscita giusto a farci una tappa veloce pochi giorni dopo l’inaugurazione e mi era rimasto nel cuore per tanti motivi che poi capirete. 😊

Scorri lungo una strada verdeggiante e arrivi in questo piccolo paesino di campagna, un luogo fuori dal tempo. É Moscazzano a me noto perché é da lì che arriva una carissima amica e volontaria che, da sempre, mi affianca nelle mie iniziative di solidarietà a favore delle bimbe con la Sindrome di RETT (e forse qualcuno già pensava che il motivo fosse un altro, magari proprio il tanto nominato film di Guadagnino … ma non é così!).

Attraverso felicissima il grande porticato, vorrei oltrepassarlo liberamente perché non vedo l’ora di entrare in quel grande cortile che a me fa riemergere dei bellissimi ricordi (da lontano vedo gli amici che mi salutano e non ritrovo da mesi) ma mi dimentico che siamo ai tempi del COVID e vengono quindi richieste tutte le usuali procedure necessarie alla migliore accoglienza di chi arriva. Mi fermo, vengo registrata, seguo le indicazioni e poi vengo accompagnata al mio tavolo.

Sono al CHIOSO DI SOTTO, Agriturismo di proprietà della Famiglia Bertesago, che lavora ormai da generazioni nel campo dell’agricoltura diversificando, nel corso degli anni, le sue attività. La recente sfida é stata proprio far rinascere questa vecchia Cascina del 1800 e trasformarla in un luogo incantato e di pace, quella che percepisci davvero quando giungi qui.

Mi hanno colpita molto l’accoglienza, la vivacità e la solarità di Giulia e di suo fratello Andrea. Questi due giovani figli hanno deciso, con tenacia, di realizzare questo sogno e di gestire la loro attività con tanto impegno, serietà, cura e molti sacrifici. Credetemi, tutto questo si vede e si percepisce quando sei lì. É davvero meraviglioso! Ne resto quasi incantata! Vedere dei ragazzi con così tanta voglia di fare! 🤗

Ad un certo punto, mi sento improvvisamente catapultata in un’altra dimensione.
É come se in quel momento iniziasse un viaggio a ritroso che mi riporta alla mia infanzia. Chiediamo del vino rosso da accompagnare a taglieri di salumi tipici e gustose bruschette (quelle con pancetta, zola, miele e noci sono le mie preferite 😍).
Poi guardo Giulia che nel frattempo si é avvicinata al tavolo e le dico: “voglio anche un tagliere di salame, tutto per me, che io mangio solo qui!”. 😀

Ma lei non conosce la storia e la leggerà solo ora. Ero piccina, Mamma lavorava in una Trattoria del piccolo paese della campagna Lodigiana dove sono cresciuta. Io ero sempre lì con lei, girondavo tra la cucina, il banco del bar e la piccola sala dove ai tempi si servivano vino rosso imbottigliato dai proprietari e salame nostrano. Ho ancora vivo il ricordo dei pomeriggi di sole che trascorrevo nel cortile, sotto un ombrellone, insieme a Domenica, la figlia della titolare. Una malattia la costrinse su una sedia a rotelle. Le ero tanto affezionata, le pettinavo i capelli, mi leggeva dei racconti, mi aiutava a fare i compiti. Poi, quando lei andava a riposare, io giocavo da sola e andavo a nascondermi nella cantina. Scendevo le scale, era molto buia, ricordo solo due piccole finestrelle che facevano filtrare un po’ di sole e calore dall’alto, iniziavo a curiosare tutto intorno, i salami appesi alle travi di legno, le damigiane di vino. Ancora oggi riesco a sentire quel mix di profumi. Se chiudo gli occhi mi arrivano degli elementi che smuovono i miei sensi: muschio, umido, tannico, saporito e silenzio. Poi torno alla realtà e sento la voce di Mamma che mi chiama, salgo le scale e torno da lei. È l’ora della merenda e dall’altra parte del bancone del bar, mi alzo sulle punte (ero piccina davvero!), la guardo e le chiedo pane e salame. Noto con ingenuità uno scambio di sguardi di complicità tra lei e la Signora Maddalena (la titolare della Trattoria) che mi dicono: “Niente salame, c’è il pepe e ti fa male alla pancia”. A distanza di tempo mi fu spiegato che un problema di salute (poi risolto) le costrinse ad inventare questa storia per placare le mie richieste (e la mia indomabile insistenza, o meglio i capricci da bimba!).
Da lì in poi io, sul serio, non mangiai più salame perché aveva il pepe. Provate a chiedermelo oggi e vi darò la stessa risposta!

Aspettate …. forse è meglio specificare!
Non mangio salame tranne quello del CHIOSO DI SOTTO da quando l’ho scoperto (lo scatto é sufficientemente convincente?). 😍

Ieri sera sono riusciti a frenarmi (era ripartito il “capriccio” infantile) semplicemente “placato” perché qualcuno, con astuzia, é riuscito a distrarmi parlandomi di crostate di marmellate fatte in casa. 😊
Da ormai nota golosa, ho ceduto con molto piacere. Andrea ieri sera ha preparato due versioni: quella con la marmellata di fragole e quella con la marmellata di albicocche, con un buonissimo e leggerissimo impasto di farina integrale macinata a pietra. Le ho assaggiate entrambe e faccio davvero fatica a dirvi quale provare (io non mi farei problemi a chiedere … il tris!). Sublimi! Quanta nostranitá! Stamattina sono amaramente pentita di non aver chiesto una fetta per la colazione! 😅 Mi sarei accontentata dei biscottini con la loro marmellata di fichi che mi hanno fatto provare in anteprima, al momento del caffè.

Ho chiuso la serata chiedendo a Giulia di farmi visitare lo spaccio: un tour “libidinoso” (ho fatto 3 giri … no comment!) tra tantissimi prodotti: olio, farine, pasta, riso, miele, marmellate, formaggi e vini (hanno colpito la mia attenzione quelle bottiglie di vino la cui grafica viene realizzata da persone disabili; Giulia e Andrea sono molto sensibili a questa realtà e l’ho apprezzato molto … tutti ormai sapete perché). Che profumi … entrateci se passate da loro! 😋

Sono uscita da lì con una borsa piena di tante cose buone (non ho resistito ovviamente!) prendendo la scusa che ho finito tutte le scorte durante il lockdown! Slurp! ☺️

Chiudo così!
È un arrivederci a presto perché Giulia e Andrea non lo sanno … ma ho già una lista di amici che mi hanno chiesto di accompagnarli da loro. Figurati se dico di no! 😅

W i vecchi sapori di un tempo che restano nella memoria e nel cuore! 💖

ilaria grassani

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