La piazza di Chieve? Meglio della politica estera ed interna dei Renzi Boys

La piazza di Chieve? Meglio della politica estera ed interna dei Renzi Boys

A parte le solite eccezioni, in particolare al netto di certi stupidi (e diciamo poco, fermiamoci qui) commenti da leoni (o coglioni fate voi) da tastiera, beh nei giorni scorsi, in modo composto, civile, silente ma presente, la piazza di Chieve ha manifestato la sua contrarietà alla decisione di un privato (chissà per chi dichiara di votare?) di riservare, tramite accordo con gli organi ufficiali, un suo immobile per ospitare i profughi.

Ergo applausi per concittadini del sindaco Bettinelli, censure per sciocchi commenti e comportamenti, con la speranza che non sfocino in degenerazioni bestiali. Ciò detto quello dei profughi, degli immigrati e dei clandestini è un gravissimo problema perché i barconi continuano ad arrivare, l’Europa se ne sbatte, l’Italia subisce e altri pensano al proprio orticello.

Si perché la politica estera e quella interna del governo griffato dal Boy Scout Renzi, per queste e altre tematiche, ahimè al momento ancora non è pervenuta e per certi versi rimpiangiamo quella dei peggiori governi Berlusconi. Il resto, beh più che noia è malinconia perché l’affaire Chieve andava affrontato decisamente in altro modo. Come? Mah, difficile dare una risposta a tale quesito, certamente maggior dialogo, collaborazione e interazione tra e con le parti alla causa non avrebbe gustato. Tutt’altro.

Stefano Mauri

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