Abbiamo dato per primi la notizia, pubblicano il video di quella che crediamo sia stata la sua ultima uscita pubblica, il 25 aprile del 2016, solo perché abbiamo assistito alla telefonata con cui la sua morte veniva comunicata ad un nostro amico. Ieri sera, 1 febbraio, è scomparsa Francesca Cechi Marazzi. Non c’è molto altro da dire. La sua storia è esemplare e conosciuta anche dai sassi in città. Pasionaria della politica di battaglia.

Era nata nel 1928 a Capralba. Comunista nell’anima è stata la prima donna italiana a diventare segretario di federazione, ovviamente del Pci nel lontano 1976. Lai e il marito, Paolo Zanini, sono stati due figure centrali della storia sociopolitica cremasca degli ultimi 50 anni, visto che la Marazzi sin dal 1969 entrò a far parte del comitato centrale del Pci. Di cose ne ha fatte migliaia. Ho un paio di ricordi della sua passione politica, come quando in una discussione politica in una nota libreria cremasca che ora non c’è più intervenni alla mia maniera con: “per me Bersani è un pirla”, poco prima di una tornata elettorale, e mi sentii su le mie. E va bene cosi.

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Biografia di Francesca Marazzi

 

Francesca Marazzi nasce a Capralba il 9 marzo 1928 in una famiglia contadina numerosa. Per ragioni economiche non riesce a completare gli studi elementari ma al servizio presso una famiglia di insegnanti a Crema riprende la lettura e lo studio da autodidatta. A quattordici parte per la monda del riso dove viene in contatto con contadini che sussurrano il canto di “bandiera rossa”. A quindici anni lavora in una fabbrica metalmeccanica di Milano. Durante la guerra ragazzina, diffonde con un’amica materiale antifascista davanti a un cinema.

 

Entra a sedici anni in fabbrica all’Everest e vi rimane fino al 1976 nel periodo Olivetti. In questo contesto vive direttamente il clima anticomunista; viene trasferita alla mensa ritenuta il “reparto confino” e quando si sposa civilmente Paolo Zanini fatica a trovare casa perché scomunicata. Si iscrive al Pci, e ne diventa militante costituendo la cellula aziendale. Partecipa alle iniziative sindacali della Fiom-Cgil, diventa membro della commissione interna e successivamente del consiglio di fabbrica promuovendo momenti di mobilitazione di tutte le fabbriche cremasche contro il terrorismo, per la pace e per i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori.

 

Nel 1969 entra nel Comitato centrale del Pci e nell’ottobre del 1976 viene nominata Segretaria di federazione del Cremasco, prima donna in Italia con questo ruolo. Una stagione appassionante durante la quale partecipa a delegazioni all’estero in Urss e in Vietnam. È protagonista nel periodo della contestazione dell’incontro tra operai e studenti, a sostegno del fermento e delle nuove iniziative culturali. Si impegna alla formazione dei nuovi giovani dirigenti nel partito, nell’amministrazione comunale e nel sindacato.

 

Viene eletta consigliere comunale a Crema nel 1964, nel 1980 e nel 1985.

 

Dal 1997 al 2007 assume l’incarico di presidente del Comitato unitario per la difesa dell’ordine democratico, promuovendo, ogni anno, occasioni di incontro e di coinvolgimento del mondo della scuola. È tra i fondatori, insieme al marito, del Centro ricerca Alfredo Galmozzi di Crema e negli ultimi dieci anni partecipa al Consiglio direttivo.

 

“Una bella donna, libera, impegnata, colta come può esserlo soltanto un’autodidatta curiosa e sensibile, con un forte carisma e la capacità innata e coltivata di ascoltare. Con la volontà determinata e coltivata di cercare più diritti e più giustizia.”

(Dalla prefazione di Anna Maria Zambelli al libro Francesca Marazzi, una vita)

 

Nota a cura del Centro ricerca Alfredo Galmozzi

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