La scrittrice ed ax assessore regionale Cristina Cappellini: dopo quello della mascherina, beh che non arrivi il tempo del bavaglio

La scrittrice ed ax assessore regionale Cristina Cappellini: dopo quello della mascherina, beh che non arrivi il tempo del bavaglio

Sono in molti ormai (giuristi compresi) a esprimere forti perplessità sul disegno di legge presentato ieri ufficialmente alla Camera dei deputati in tema di “omofobia” (termine già di per sé ambiguo e facilmente strumentalizzabile).

Adesso che l’esame parlamentare del testo unificato, frutto di diverse proposte di legge (ddl Zan in primis), entra nel vivo, non si può fare a meno di denunciare tutte le lacune e la pericolosità di un intervento normativo che a quanto pare (nonostante alcune pallide smentite) ha come fine ultimo quello di reprimere la libertà di pensiero e di espressione, identificando verosimilmente come “omofoba” qualsiasi presa di distanza dall’ideologia Lgbt.

Perché un conto é commettere atti di violenza a danno di qualcuno (chiunque sia), un altro conto é esprimere liberamente il proprio pensiero su determinati temi.

Si tratta di condotte diverse e come sostenuto da illustri giuristi – ad esempio Giacomo Rocchi – “uno dei principi fondamentali del diritto penale di uno Stato democratico è che la condotta vietata deve essere descritta con precisione, perché il cittadino deve essere messo in grado di prevedere la possibilità di una sua punizione”.

Il ddl é caotico su tutta linea e può creare effetti pericolosissimi.

Sostenere, ad esempio, che il matrimonio é solo tra un uomo e una donna sarà ancora possibile? Difendere la famiglia naturale come cellula fondamentale della società sarà ritenuta una condotta omofoba?

Così come dichiararsi contrari all’utero in affitto o all’adozione di figli da parte di due uomini o di due donne. Oppure contrastare democraticamente i progetti ispirati all’ideologia gender nelle scuole.

Continuare a sostenere tali principi e posizioni comporterà il rischio di denunce, condanne alla reclusione (sono pesantissime le pene previste dal ddl!) e alla “rieducazione”? Già, perché il testo in questione prevede anche percorsi di “rieducazione” degni dell’eredità dell’ex Unione Sovietica!

Questo é il vero nodo da sciogliere, per non passare in pochi mesi dalla mascherina anti virus al bavaglio della repressione ideologica.

Ne riparleremo presto…Intanto aprite gli occhi amici!

E informatevi!

Prima che sia troppo tardi e che anche la Sacra Bibbia venga messa al bando solo perché vi si legge “maschio e femmina li creò”…

Così postò, sulla sua pagina Facebook nei giorni scorsi, Cristina Cappellini, scrittrice, poetessa ed ex assessore regionale alla Cultura …

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