La scrittura per resistere al carcere: parla Laura Arcaini la moglie di Iori

La scrittura per resistere al carcere: parla Laura Arcaini la moglie di Iori

Per la corte d’assise d’appello di Brescia (le motivazioni della sentenza sono state depositate nei giorni scorsi) il dottor Maurizio Iori ha ucciso l’ex compagna Claudia Ornesi e la figlia Livia di due anni e mezzo per non rompere il nuovo equilibrio familiare ritrovato. E proprio con la signora Laura Arcaini, attuale moglie dell’ex primario di oculistica dell’ospedale di Crema, sempre convinta dell’innocenza del medico, abbiamo discusso le “decisioni” del tribunale, intervista che fa seguto ad una prima chiacchierata di alcune settimane fa..

Dunque secondo i giudici Iori ha ucciso fondamentalmente per salvaguardare la sintonia del vostro matrimonio.

Non ho letto le motivazioni sono stanca, o meglio, esausta di sentire sempre le stesse cose. Qualcuno comunque qualcosa mi ha riportato e francamente trovo illogico che abbiano addirittura cambiato movente. Il mio compagno è innocente e la povera signora Ornesi, fondamentalmente voleva soltanto riprendersi Maurizio il quale già provvedeva materialmente e umanamente a mantenere e sostenere la piccola Livia. Per quanto mi riguarda sapevo tutto e la cosa non mi turbava, con Maurizio non avevo problemi.

Recentemente è stata in carcere ha riassunto a suo marito le motivazioni del tribunale?

Assolutamente no con lui mi sono ripromessa di non parlare più di questi argomenti.

Come sta Maurizio Iori?

E’ stato trasferito in una struttura circondariale milanese e ha ripreso a scrivere, anzi ha finito due libri, un romanzo intitolato “Tra il prima e il dopo” e una raccolta di favole, con disegni dei nostri figli, per bambini. In questa raccolta ha inserito pure un ritratto di nostra figlia lui amava raccontare le favole ai suoi piccoli.

Il romanzo è autobiografico?

E’ una storia bellissima, un mix di fantasia e realismo dove una coppia ha una bambina e dopo un’esperienza umana bruttissima riprende a vivere.

Come attendete il giudizio ultimo della Cassazione?

Mah onestamente nella magistratura ho perso un po’ la fiducia ma coltivo sempre la speranza, come Maurizio che dopo un periodo buio è tornato a sperare, a scrivere a lottare. Continuo però a domandarmi come mai abbiano repertato e preso in considerazione solo alcuni oggetti lasciandone perdere altri, mi tormento pensando che secondo il parere del nostro perito Capra, nella casa della tragedia, tracce evidenti di cancellazione di impronte e di trascinamento di cadavere non sussistono. E ancora, la madre di Claudia si sentiva al telefono tutte le sere con la figlia: perché non l’ha chiamata quella sera maledetta? Mio marito è un innocente in prigione: riusciranno a dormire sereni i giudici?

E lei Laura sta meglio?

Comprendo il dramma della famiglia Ornesi, ma una madre non dovrebbe spingere la figlia alla conquista o riconquista di un uomo sposato. Il sistema giudiziario italiano va rivisto e riformato: troppi innocenti sono oggi rinchiusi in carcere e i tempi del diritto italiano sono lunghi.  

Stefano Mauri

 

 

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