Le interviste impossibili. De Fondulis, non ci sono più gli architetti di una volta

Le interviste impossibili. De Fondulis, non ci sono più gli architetti di una volta

Dottor de Fondulis… Innanzi tutto come la dobbiamo chiamare?

Chiamatemi architetto se volete, anche nel XV secolo il titolo contava, magari non avevamo la targa dorata fuori dalla bottega ma insomma. Poi per il cognome fate come vi pare. A me piace appunto de Fondulis, fa nobile. Fonduti no dai è bruttissimo.

Bene, vada per la particella nobiliare. Si dice che sia un nostro concittadino della Città Giocattolo…

Non anticipiamo gli storici, che comunque di me non si sono mai interessati più di tanto. Ma si a Crema ho avuto la mia bella bottega per alcuni anni. Ma sono legato anche a Padova, ma non chiamatemi il Padovanino. Sti riduttivi e vezzeggiativi da quindicesimo secolo fanno un po’ ridere.

Va beh però a Padova c’è via del Padovanino a Crema invece si parla di lei solo per una storia polemica. Quella della chiesa Santo Spirito e Santa Maddalena, il famigerato Auditorium Cavalli.

Non ditemi nulla. Ci si riempie la bocca con la storia della chiesa bramantesca e poi la state lasciando andare allo sfascio.

Non lo dica a noi che ci stiamo facendo una battaglia da anni per salvarla in qualche modo.

Ecco io non capisco. E’ un monumento? Si credo di si. Ma allora non ci sono delle leggi che la proteggano scusate? Oppure oggi le leggi non si applicano più?

Ecco lei è un allievo del Bramante, ha collaborato col Mantegna e l’Amadeo, come mai non riuscì mai davvero ad imporsi come architetto?

Ma cosa volete che vi dica. Rimbalzando tra Crema, Padova, Mantova e Milano avevo davvero troppe botteghe, o studi come dite oggi voi, per potermi in qualche modo imporre. O magari non avevo entrature importanti come oggi no? Di certo non mi avrebbero mai chiamato per restaurare il Duomo

De Fondulis che fa mi entre in polemica con la diocesi? Cambiamo discorso lei ha lavorato anche Piacenza ci risulta

Si vero, assieme a Giovanni Battaglio. Ma le cose più belle le ho fatte qua. Ad esempio il Santuario della Misericordia di Castelloene. Che mi risulta recentemente restaurato da un architetto locale. Uno che, togliendo i colori assurdi che ama indossare, è davvero un bravo architetto.

Dai non ci faccia la Captatio benevolentiae agli Ermentini che non è il caso.

E’ ma magari loro qualcosa per l’auditorium Cavalli lo potrebbero fare no? ma tornando al Duomo. Ma ci state mettendo di più a restaurarlo che quando l’hanno costruito. Ma che succede?

Oddio e basta Duomo, del Cavalli posso dirle che la proprietà è dal 1837 dei conti Vimercati Sanseverino…

Ah si… mi dicono che negli anni sia stata utilizzata anche come magazzino di carbone e legna, e di frutta e vedrura. Ma davvero? Mi hanno detto che nel 1980 è anche stata restaurata a spese del comune senza che però si prendesse la briga di assorbirla tra il suo patrimonio.

Si è vero anche questo.

Ma che fine ha fatto il mio Compianto?

Che fa adesso ci fa lei le domande? Comunque le otto statue in terracotta sono state asportate e portate nella Pieve di Palazzo Pignano.

Va beh almeno quelle sono salve. E quindi? Adesso che farete?

Mi pare che l’intervista si sia ribaltata… Noi abbiamo lanciato una proposta perche la chiesa sia votata al prossimo referendum del Fai.

Va beh, mi sembra poco. Non sarebbe meglio che qualche vostro amministratore se ne interessasse? Non so una cosa pubblica. Insomma non ci sono più gli architetti di una volta ma neppure gli amministratori mi pare.

Anche questo è vero.

 

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