Le strategie angolfone di Zucchi spiegate ad un cremasco (il primo esperimento bilingue di Sussu)

Le strategie angolfone di Zucchi spiegate ad un cremasco (il primo esperimento bilingue di Sussu)

Qualcuno preferisce l’inglese e ci fa notare che noi ogni tanto scriviamo un po’ a cazzo (ma lo sappiamo), qualcuno invece il dialetto cremasco. E allora ecco un bel pezzo bilingue sulle strategie di Chicco Zucchi così da accontentare tutti…

English style

E’ un blend dal grande appeal quello uscito dal workshop che la nostrana droite ha messo assieme. Un all together appassionatamente che unisce in un inedito team work forze apparentemente lontane. Ma il buon Chicco Zucchi ha in mente uno strategic planning di tutto rispetto e avanza spedito senza break. Ma la domanda che ci si fa è come risponderà il marketpalce cremasco alla proposta? Si perché non è solo un lavoro di look, il pink dress del candidato major ormai è presente full time sui social network, ma serve anche una fine tuning del planning per riuscire ad avere un buon feedback dalla city e portare at home tanti like. Non è certo un work homade quello che l’intelligence zucchiana sta facendo per mettere in un programma il know how di tutte le company che hanno aderito alla gang.

Insomma nei prossimi mesi l’atmosfera si farà hot. Serve di certo al più presto un fact checking per assicurarsi che il gradimento dei fan cremaschi a Zucchi non sua un fake. La news del momento potrebbe essere che al panel delle liste, che sin dall’inizio è sempre stato open, si unisca una sorta di gruppo che lavori outsourcing per mettere assieme un pattern che abbia un plot avvincente. Di certo il politically correct passerà in secondo piano per spingere sul problem solving che catturi un prospect di pubblico nuovo e alzi il rating del candidato alla prossima rilevazione. Zucchi dal canto suo sta mostrando un grande self control. Il refresh della sua immagine on-line ha dato un risultato decisamente smart.

Certo adesso ci si potrebbe trovare con un surplus di candidati, ma che importa. I tool messi a disposizione del target group permetteranno di capire il trend e formare un tema work vincente, al massimo si farà del sano turnover. La task force è pronta agli ultimi due mesi di campagna elettorale, quelli più duri. Lo storytelling coinvolgerà nuovi stakeholder e alla fine si potrà dire che lo stress test sarà passato.

Cremasch style

L’è na bela squadra che la pias chela egnida fora dal laura che la destra la gha fat in sti mes. Toi ansema apasiunat sera mai est tanta gent anse diersa. L’ù Chicco l’è bu e al gha an ment come fa per dienta sindec senza menade. La dumanda adess l’è una: ma i cremasch come i respundarà alla roba? Va beh che al sa estes toc culurat da rusi e al ria dapertutu a fas vec. Ma gha serv anche un bel laurà da fi per iga andrà dai cremasch dei complimenc.

Bisogna di che l’è ana bugada che che ie a drea fa i amis dal Chicco per mec ansema nal foi dale idee toche le robe che i vol fa l’an che è. Scumetem che prima dal de dele elesiu farà an bel cald. Bisogna di che adess l’è impurtant capì se i cremasch i gha cred o no al Chicco e i pense mia che l’è an tamburù. La roba puse bela ades l’è che ala gent da Crema che l’e adre a fas al cul per laura per lu pol das che arie dei furest che i la fa da mester. Ansoma l’è temp da smet da fa i brai e daga sota per cunvens la gent a fa la crus sol so nom. Lu ghe da di che l’è bel quiet an sti de. Al sa fa et tot lughit e al fa al simpaticu con toi. Bisogna di che adesi e an meta da mela che i gha va adre. Ma sem sicur che i so amis i sistemerà toch. Mal che la ada i fara an po’ per u. Ansoma ades ghe du mes da laurà. L’è an bel casi anventas amo argot per convens i cremasch, le boteglie da vi ie quasi finide.

Emanuele Mandelli

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