Lettera aperta sui tagli al museo civico

Lettera aperta sui tagli al museo civico

Riceviamo e pubblichiamo integralmente una lettera aperta della Società Storica Cremasca riguardante la situazione economica del museo civico cittadino.

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“Da due articoli apparsi nell’edizione on line de La Provincia del 12/06/2013 (poi ripreso in quella cartacea del giorno successivo, p. 22) apprendiamo le cifre del bilancio previsionale 2013 del Museo Civico di Crema e del Cremasco: “Entrate 8100 euro. Uscite 448.471 euro, di cui 231mila euro per beni e servizi, 129mila euro per personale e 87mila euro per oneri.”Di fronte a questi dati la reazione delle forze politiche rappresentate in Consiglio comunale è stata unanime: tagliare i fondi destinati al Museo. Ciò che sconcerta è che tutti ritengano che il Museo sia una spesa inutile, la prima da tagliare senza nemmeno pensarci. Ma questi soldi sono davvero sprecati? Il Museo è un intrattenimento di lusso, che non possiamo più permetterci? No. E cercheremo di dimostrarlo.1) I servizi pubblici sono per loro stessa natura in perdita. Altrimenti non avrebbero motivo di essere pubblici e potrebbero tranquillamente essere gestiti dai privati. Paghiamo le tasse allo Stato per avere in cambio dei servizi che altrimenti non ci sarebbero come la sanità, la sicurezza, i trasporti e l’istruzione di cui la cultura fa parte.2) A cosa servono i beni culturali? A educare e istruire i cittadini. L’arte è un linguaggio da imparare e capire. Come la lingua italiana ha unito la nazione molti secoli prima che nascesse lo stato unitario. Servono a creare senso di cittadinanza. Sono simboli di una comunità a cui aggrapparsi nei momenti di crisi.  Questo è ancora più vero per il nostro Museo che da 53 anni racconta la storia della città e del territorio.3) L’art. 9 della Costituzione italiana dice: “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”.  Questo articolo si attua attraverso gli uffici dello Stato (Soprintendenze), ma anche tutti gli enti pubblici territoriali (per questo si usa la parola “Repubblica” e non “Stato”), compresi i Musei comunali.4) Questo non vuol dire che un museo comunale deve essere un pozzo senza fondo che inghiotte risorse. Al contrario, la gestione deve essere il più efficiente possibile. Non conosciamo nel dettaglio le voci di spesa del Museo, ma pare di capire che le maggiori uscite siano dovute all’inefficienza dei vecchi impianti di riscaldamento, luce e acqua. Se il problema è questo, non è più razionale investire in nuovi impianti in modo da avere in pochi anni dei grossi risparmi di spesa, anziché tagliare?Per questo lanciamo un accorato appello a tutte le forze politiche: invece di tagliare in modo indiscriminato, proviamo a risolvere i problemi specifici del Museo. Tagliare ancora adesso, dopo che per anni le varie amministrazioni lo hanno impoverito di personale specializzato e risorse, significa uccidere il Museo.L’unico modo per uscire dalla crisi è investire in istruzione e ricerca”.

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