Lottiamo per l’ospedale altrimenti un Tortello seppellirà il Granducato

Lottiamo per l’ospedale altrimenti un Tortello seppellirà il Granducato

Occhi alle date: Antonio Grassi giornalista, blogger, opinionista e scrittore, nell’autunno 2013, in un’intervista concessa alle telecamere della trasmissione Storie e Persone (Trs – Evergeen Tv) si disse molto e motivatamente preoccupato in merito al futuro dell’ospedale di Crema.

A distanza quasi di due anni, quindi luglio 2015, la Regione, nella fattispecie in particolare la quota politica in capo a Lega Nord, Lista Maroni e NCD ha licenziato un progetto teso a limare pesantemente l’autonomia, quindi la direzione del maggiore nosocomio cittadino. Agostino Alloni, consigliere regionale all’opposizione con Pd e con lui politici (pure Antonio Agazzi è in prima linea) e sindaci cremaschi, in trincea per provare a salvare il futuro del nostro ospedale, subito si sono mobilitati organizzando, per la mattinata di venerdì prossimo (dalle 8.30 alle 10), una manifestazione dinanzi proprio alla nostra struttura ospedaliera.

Ora noi italiani siamo bravissimi a chiudere le barricate quando i buoi sono scappati, ma stavolta bisogna mettere da parte campanilismi, appartenenze e quant’altro e fare quadrato affinchè azione politica e sociale convergano nell’unica direzione che deve essere quella di salvare l’ospedale cittadino. Dopo aver perso tribunale e una miriade di industrie (il declino parte da lontano, dalla chiusura dell’Olivetti, ndr) servizi e opportunità, beh Crema non può permettersi il lusso di perdere ulteriore tempo (ne è già passato tanto dall’allarme lanciato da Grassi nel 2013) e altre strutture vitali.

E se la lotta non dovesse portare esiti positivi alla causa? Beh allora, mentre sul palco festeggeremo titoli patacca, carnevalate, abbagli sportivi e annessi simili, un bel tortello ci seppellirà rendendo deserto quel che resta del Granducato. Guardia alta allora: anche le poche industrie rimaste nel Cremasco traballano e le caserme di polizia e vigili del fuoco meriterebbero sedi migliori e soprattutto meritano di restare funzionali e attive.

Stefano Mauri

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