Ma siamo numeri o persone? La decadenza è anche la spersonalizzazione

Ma siamo numeri o persone? La decadenza è anche la spersonalizzazione

Questa volta l’amico Antonio Grassi la decadenza del territorio e la crisi se le è trovate tra capo e collo. Mentre dalle colonne del suo blog su La Provincia rilanciava il dibattito sulla decadenza di Crema a Casale Cremasco, dove è diventato sindaco da 15 giorni, si abbatteva la tegola più nera e non prevista di questi ultimi mesi: l’annunciata e pare irrevocabile intenzione del gruppo proprietario di chiudere lo stabilimento della Danone. E così mentre anche Grassi sul suo blog riprendeva il filmato Rai del 1958 che anche noi abbiamo proposto, e che ci mostrava tutti così bravi e belli e ricchi, il territorio si trovava con 87 disoccupati in più e una bella scossa di paura.

Sono le logiche imperscrutabili delle multinazionali che non hanno un volto umano. Si tira una riga su una voce in passivo senza pensare a cosa ci sta dietro. Ecco. Questa è la crisi. La crisi dei valori. Altro che solidarietà e vicinanza. Perché non venitemi a dire che una multinazionale che fattura miliardi di euro, una qualsiasi non il nostro caso, ma una qualsiasi dei tanti che si verificano nel mondo ogni giorno, non può permettersi di mantenere qualche piccola voce in passivo. Sarebbe un bello spot per lei. Guardate il capitalismo dal volto umano che anche se perde soldi pensa al benessere delle persone. E allora in questa traumatica ripresa di questo benedetto dibattito vorrei proporre una riflessione.

Chi pensa oggi al nostro benessere? Siamo un numerino in balia delle correnti. La nostra vita potrebbe venire sconvolta da un momento all’altro da un grigio contabile che dall’altra parte del mondo decide che siamo una voce passiva. Così Antonio Grassi nel suo ultimo articolo ci racconta di tutte quelle cose che qualificavano la vita quando era vita e che adesso non ci sono più. Già. Ma ci racconti adesso da quella poltrona che scotta, molto più di quella che stava nella redazione del giornale da dove vergava i suoi corsivi, che diavolo può fare il sindaco di un paese davanti ai signori delle multinazionali. Ce lo racconti e ci dia un cazzo di speranza che qualcuno pensa ancora per persone e non per numeri.

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