Mahmood è milanese al cento per cento, ma è anche sardo attraverso la madre ed egiziano di padre. Cantante e cantautore vanta collaborazioni importanti con Fabri Fibra, Marco Mengoni, Michele Bravi ed Elodie. Nel dicembre scorso ha vinto il “Festival di Sanremo Giovani” e, sabato notte scorsa, cantando le periferie milanesi (aspettando i “restauri timidi”, da quelle parti, nel deserto nascono parecchie ginestre, ndr) ha sbancato l’Ariston con Soldi. Chapeau e complimenti.

Musicalmente parlando, e lo dicono soprattutto gli esperti e gli addetti ai lavori, Mahmood ha portato aria nuova nella musica italica (come più volte ha sottolineato Simonetta, musicista, cantante e autore tra i migliori in Italia), poi per carità il suo pezzo può piacere o meno.

Per quanto mi riguarda, sul palco della kermesse sanremese, beh avrei preferito applaudire Loredana Bertè, Cristicchi e Daniele Silvestri (pezzone coraggioso il suo), ma sono gusti e comunque, riguardando il terzetto finale, Soldi non ha rubato nulla, abbraccia maggiormente i miei gusti rispetto ai Volo e ad Ultimo.

Evviva quindi il milanese di periferia Mahmood, cantautore sul pezzo che meritatamente si è portato a casa il “Leone Sanremese”. Ognuno è libero poi di dire la sua, ma chi ha commentato la sua vittoria ipotizzando, accostando, ventilando motivi extra artistici o di nazionalità, mah profuma tanto di infelicità.

Sì vincendo Mahmood ha infastidito tanti, al netto di motiovi leciti professionali, in particolare (tuttavia) l’autore di soldi pare stia infastidento l’ignoranza latente che un pochino è in noi. Ah, occhio poi a chi, con l’ignoranza, giuoca.

Stefano Mauri

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