Maratonina, le versioni ufficiali sono due e c’è l’informazione buona e quella cattiva

Maratonina, le versioni ufficiali sono due e c’è l’informazione buona e quella cattiva

La versione ufficiale della polemica Batel alla Maratonina la pubblica il sito de La Provincia lunedì in tarda serata poco prima del dibattito organizzato da Mondo Padano:

“Quella che il vincitore, il marocchino Abdellatif Batel, si sia rifiutato per motivi religiosi di farsi premiare dal sindaco Stefania Bonaldi e di farsi fotografare con lei si è confermata una bufala. La spiegazione di quanto realmente accaduto viene dalla presidentessa della Bike & Run, Elena Ginelli, organizzatrice della corsa. «Batel conosceva il rituale della premiazione, per aver partecipato nelle passate edizioni, quando sul podio c’erano due ragazze immagine dell’Astoria, diciamo poco vestite. Per questo, il suo manager ha chiesto con estremo garbo se fosse possibile evitare una foto con queste ragazze, che però quest’anno non c’erano”.

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Poche ore prima su Cremaonline si leggeva un’altra versione ufficiale nelle dichiarazioni di Franco Pilenga, organizzatore dalla gara:

“Al termine della gara, prima della consegna del premio Abdellatif Batel, vincitore dell’ottava edizione della Maratonina Città di Crema, ha chiesto con molta gentilezza, non avanzando nessuna pretesa, se fosse possibile non farsi fotografare con una donna, per motivi religiosi. Il sindaco Stefania Bonaldi ha detto che non c’erano problemi e perciò abbiamo deciso di farlo premiare da un’altra persona”.

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Sottili differenze che cambiano le carte in tavola? Ma no. Il fatto alla fine in qualche modo è avvenuto. La richiesta di non farsi fotografare con delle donne. La versione più edulcorata è stata proposta anche in apertura del dibattito Musalla si Musalla no, di cui abbiamo in serbo il racconto del Pasquino Cremasco che lo definisce “noioso e tutto schierato sulla sinistra buonista”, più altre cose che visto il clima di tensione ci teniamo per noi.

Qualcuno condividendo su Facebook il pezzo de La Provincia ha scritto: “verità finalmente ristabilità da chi ha un minimo di passione giornalistica e non da chi crea bufale per strumentalizzarle“, siccome non era un commentatore a caso ma un politico va fatta una considerazione. Ma che brutto dire che la verità è solo quella che piace, sopratutto in una vicenda delicata dove chi aveva riportato la notizia aveva solo ripostato l’accaduto senza fare alcun commento. Una notizia che comunque sia, versione A o versione B (che è il gioco delle tre buste?), rimane interessante e in un modo o nell’altro accaduta.

Andrebbe aperto un dibattito serio sull’informazione ai tempi di Facebook, delle condivisioni, delle centinaia di commenti, dei rimbalzi di notizie, delle sfumature, delle dichiarazioni che compaiono e scompaiono… Un bel dibattito che riprenda quello della Crema decadente che qualche mese fa ci tenne impegnati per un bel po’.

 

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