Marco Ermentini: Basta occupare spazio per costruire, molto meglio restaurare

Marco Ermentini: Basta occupare spazio per costruire, molto meglio restaurare

Architetto, filosofo, quindi ArchiFilosofo, fondatore di Shy Architecture Association (movimento internazionale per il restauro timido), “Restauratore” (è lui che ha inventato il termine, o meglio la filosofia del Rammendo, “dottrina” che ha poi portato la “Timidina”, il restauro timido delle periferie del senatore Renzo Piano, ndr), scrittore, uomo dal pensiero illuminato: queste e tante altre belle cose è l’impegnatissimo Marco Ermentini. E con lui, creativa Eccellenza Cremasca da esportazione, nel suo studio (crea, studia, scrive e lavora laddove un tempo sorgeva il mitologico Castello Visconteo di Crema), volentieri abbiamo scambiato quattro illuminate parole.

Alcuni dei suoi ultimi lavori l’hanno portata recentemente qua vicino: a Caravaggio e Vailate.

Sì e siamo molto soddisfatti perché in entrambi i casi, oltre all’aspetto architettonico, recuperando rispettivamente una scuola e degli ambulatori preme sottolineare l’aspetto, l’importanza sociale delle due opere.

A Caravaggio, alla scuola Michelangelo Merisi il “Restauro Timido” ha portato il recupero della meravigliosa facciata e degli originali serramenti di ferro. Ah … il restauratore cremasco Paolo Mariani ha contribuito all’impresa riportando alla luce meravigliosi affreschi. È risultato un ottimo lavoro e il comune è contento: senza grandi spese ha riavuto una scuola storica risistemata. A Vailate invece, nell’Ospedale Caimi sabato scorso si sono inaugurati i nuovi ambulatori e il restauro di ciò che rimane dell’ex convento Cinquecentesco di Santa Maria delle Grazie è terminato.

Quando il primo incontro con l’Architetto Renzo Piano?

Nell’ottobre del 2013, subito dopo la sua nomina a senatore a vita. È un personaggio incredibile: tutti gli anni sceglie un particolare, problematico luogo d’Italia da sistemare, da … concedetemi il termine rammendare, e dopo lascia i suoi emolumenti senatoriali ai giovani architetti che pensano, seguono e sviluppano tali restauri. Nelle vesti di tutor, nel recente passato, mi occupai direttamente di seguire il cosiddetto “Gruppo 124” di Renzo al Senato (www.renzopianog124.com) in occasione dei restauri, secondo Architettura Timida, in alcune zone del quartiere Giambellino di Milano. Che incredibile esperienza.

La “Timidina” oggi è seguita e praticata?

Allora un architetto quando progetta un qualcosa, per carità anche giustamente, vuol lasciare il segno a modo suo. La “Timidina” tende invece a far diminuire questo ego, porta ad avere limiti, a far le cose per bene dal basso, a recuperare strutture senza altre occupazioni di suolo e ulteriori costruzioni. Un po’ dappertutto, in Italia, i vari piani regolatori comunali hanno individuato, bloccato e previsto aree comunque edificabili. Sì… a Milano, come a Crema o da altre parti è e sarà possibile prendere spazi, terreno, rivoluzionare territori. Ma occupare altro terreno per costruirvi sopra equivale a un suicidio. All’estero è diverso: in Svizzera e Inghilterra prima si riadattano le ex aree dismesse, poi si costruisce. La crisi economica ha un po’ fermato la spinta tesa a predisporre immobili dappertutto e … dovremmo prendere la palla al balzo, rivedere usi, consumi, abitudini e mode e cambiare vita.

Detto questo oggi la “Timidina” è una corrente … praticata. Ed è bene sia così: recuperare, sistemare ciò che già c’è, aggiustare persino i coppi, restaurare vecchi edifici o stabilimenti, trovare altri modi per creare significa interpretare al meglio la rivoluzione epocale che stiamo vivendo.

Congratulazioni per il restauro dell’ex Olivetti in via Bramante…

Pensa che la struttura originale dei capannoni, risalente alla fine anni Sessanta, per i tempi fu costruita in modo avveniristico secondo il progetto di Zanuso e dell’allora suo assistente volontario Piano. Lavorando, rammendando bene, il giusto, a impatto minimo, siamo orgogliosi di aver restituito a Crema, attraverso l’imprenditore Renato Ancorotti, una straordinaria opera industriale.

Le piace la nostra città?

Sì, ma dopo il riadattamento dell’ex Ferriera, operazione da farsi, spero non si costruisca ulteriormente. È tenuta bene Crema, in passato non si sono fatte grossi stravolgimenti negativi, merito delle amministrazioni comunali passate, ma concedetemelo anche di persone quali mio padre Beppe, Edallo e la Contessa Terni che ai loro tempi che furono, insieme ai politici del tempo, si adoperarono per salvare la realtà cremasca da brutture architettoniche.

La “Timidina” potrebbe essere adottata dalla politica?

Dovrebbe sì.

Le piacerebbe fare il politico un giorno?

No… non è il mio campo, io resto un restauratore e oggi il restauro sta tornando in auge.

E  la “Citrobuorocratina”…

Rammentate la “Timidina”? Partendo dal presupposto che in Italia per dire cose serie, per essere presi sul serio, innanzitutto serve ironia. Ebbene dato che siamo sommersi, molestati da eccessiva burocrazia, la citroburocratina, farmaco immaginario ma appunto utile, l’ho inventato per denunciare, sdrammatizzando, una seria anomalia. E il tutto è già stato ripreso da vari mass media.

Così parlò Marco Ermentini, ArhiFilosofo che sa comunicare e aprire nuovi orizzonti.

stefano mauri

 

 

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