Moschea, consiglio comunale aperto il 6 febbraio… ma si costruirà lo stesso

Moschea, consiglio comunale aperto il 6 febbraio… ma si costruirà lo stesso

Finalmente una cosa va in porto. Il tanto invocato consiglio comunale aperto sul tema moschea si farà. Data fissata venerdì 6 febbraio dalle 20.30 alle 24.00. Intanto diamo il regolamento. Il consiglio verrà introdotto da un intervento di 10 minuti da parte del sindaco. A seguire chiunque potrà intervenire. Tetto massimo 5 minuti a testa. Le iscrizioni a parlare vanno effettuate nella prima mezz’ora.

Conti presto fatti: il consiglio durerà 210 minuti. Sottratti i 10 minuti del sindaco ne rimangono 200. Divisi per 5 minuti fanno 40 interventi. Tanti? Pochi? Intanto vediamo chi riuscirà ad intervenire e a dire la sua. Speriamo in un dibattito bilanciato con tutte le tante voci pro e contro che si sono espresse in questi mesi sui palcoscenici più disparati, Facebook in primis, a mettere un punto alla discussione.

Al termine della seduta verrà steso un verbale da cui potrà essere tratto un Ordine del giorno che sarà presentato dai consiglieri comunali. Nessuna votazione, ovviamente, ma solo discussione. Visto il grande interesse legato alla discussione ricordiamo che il consiglio comunale, oltre che in sala degli Ostaggi, si può seguire in diretta radiofonica su Radio Antenna 5 e in streaming tramite il sito del comune.

Ma porterà a qualcosa? Sicuramente non all’altrettanto invocato referendum. Che non sia possibile fare un referendum su un diritto sancito dalla Costituzione italiana lo ha fermamente ribadito il sindaco Stefania Bonaldi nella contro replica all’interno della discussione con François-Régis Prévot, di cui abbiamo riportato la prima parte nei giorni scorsi.

Va altresì ricordato che l’11 dicembre in Commissione Territorio in regione Lombardia è iniziato l’iter per l’approvazione di una nuova legge legata all’edificazione dei luoghi di culto che, aveva promesso il consigliere regionale di Forza Italia Carlo Malvezzi, sarà approvata entro questo mese di gennaio. Si tratta sostanzialmente di una modifica della legge 12/2005 che ha come obiettivo quello di fornire ai sindaci una sorta di strumento discrezionale sulla decisione di aprire nuovi luoghi di culto.

Discrezionalità legata al rischio che il luogo di culto diventi un luogo politico e che le confessioni richiedenti abbiano o meno stipulato una convenzione con lo stato Italiano. Insomma modifiche che sembrerebbero andare nella direzione dello stop proprio alla costruzione di moschee. Di certo stando alle parole del sindaco, riportate da più organi di stampa, l’intenzione a Crema è quella di mantenere gli impegni presi con la comunità islamica.

Quindi legge regionale o non legge regionale, consiglio comunale aperto o non consiglio comunale, firme alle petizioni o non firme alle petizioni (dovrebbero essere circa 3 mila allo stato attuale quelle apposte alla petizione del Club Forza Silvio), la moschea a Crema arriverà.

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