Mr Alboh, così ho mollato il lavoro in banca per fare il musicista di strada

Mr Alboh, così ho mollato il lavoro in banca per fare il musicista di strada

Si sono fermati in tanti lo scorso fine settimana ad ascoltarlo. Se ne stava li con una strana chitarra amplificata senza corpo, in un angolo di piazza Duomo a cantare canzoni un po’ sue e un po’ cover, e a raccontare storie. Ci vuole coraggio a vivere così. E allora oltre ad applaudirlo lo abbiamo contattato per farci raccontare la sua storia.

Sono rimasto a sentirti per qualche pezzo in piazza Crema e hai raccontato molto. Giovane, 25 anni, hai fatto una scelta particolare. La musica di strada. Ma hai accennato polemicamente anche ai talent show. Raccontaci un po’ la tua storia.

Mi chiamo Alberto o Mr Alboh, 25 anni e da un po’ di anni a questa parte ho lasciato il lavoro in banca per inseguire la mia carriera musicale in particolar modo quella di artista di strada, ho vissuto in diversi paesi europei e suonato dappertutto dai grandi festival a piccole piazze, La canzone che hai sentito si chiamava Tv e l’ho scritta dopo una breve esperienza con The Voice of Germany, in pratica questa canzone parla dei media e dice in buona sostanza che i media di per se non sono una brutta cosa, anzi hanno un forte potere ma ogni tanto vengono sfruttati in modo negativo e allora in quel caso la canzone dice che sarebbe meglio dare un unica notizia “che la vita è’ bella” il resto è superfluo.

A Crema dicevi che fare musica come hai scelto di fare può essere bellissimo ma anche una tortura, ci racconti qualche esperienza curiosa avuta in giro nel bene e nel male?

Qualche esperienza positiva e negativa vediamo… Di gran lunga quelle positive sorpassano le rare negative, una volta ricordo con piacere che durante la scorsa estate stavo facendo un concerto in una piccola città Toscana e quella sera vi erano circa 20 persone in tutto il paese, erano già le 23:30. Dopo la prima canzone ero già carico, tutta la gente che era in strada ha preso una sedia e si son seduti ad ascoltare e molte persone che erano in casa sono uscite chi con una bottiglia di rosso chi con un crodino, insomma tutto il paese era lì, un anziano signore passò a bordo di un ape con tanto di cane da caccia, fece retromarcia e stette tutta notte a bordo del suo bolide ad ascoltare… Di negative direi una volta a Monaco di Baviera arrivai alle 7:30 del mattino per suonare nel pomeriggio ma quel giorno non suonai affatto, fui accerchiato da alcune losche figure che reclamavano il “loro” territorio e mi fecero capire che non c’era modo di ragionare.

Musica e nuove tecnologie. Quanto è cambiato fare il musicista busker con la possibilità però di avere una pagina Facebook, di prodursi con più facilità musica…

La tecnologia ha stravolto il sistema ! Ho fatto una tesi di laurea che parlava appunto di questo, in buona sostanza ora come ora tramite Facebook o YouTube o decine di nuove app è possibile avere un contatto diretto con i fan che finalmente diventano i veri protagonisti della musica! È’ fantastico io sono da solo senza agenzie, manager o etichette e con un rapporto diretto con la gente che mi supporta!

Mi è piaciuta la definizione di musica a km 0 che hai dato al tuo cd. Pensi che ci sia ancora futuro per il supporto fisico oggi nell’epoca della musica liquida?

Secondo me vi è ancora spazio per il supporto fisico ma dipende dal valore in se che ha, ad esempio io compro molti cd di artisti emergenti perché è come dare un riconoscimento alla fatica, al talento e a dire io credo in quello che fai.

Emanuele Mandelli

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