Musica di merda, caffeina e zuccheri… una mattina in discoteca come progetto educativo

Musica di merda, caffeina e zuccheri… una mattina in discoteca come progetto educativo

La domanda è una, secca, perché? Ieri mattina i locali dell’Havana di via Diaz erano strapieni di 800 studenti del Munari e del Racchetti. Tutti a ballare terribile e noiosissima elettrohouse, a ordinare pericolosissima Coca Cola e Red Bull (così da caricarsi ben bene di zuccheri e caffeina) e postare foto su Facebook della mattinata in discoteca.

No, non era una “bigiata” collettiva, che magari avrebbe avuto anche un suo senso, un suo perché. Era la prima festa dell’iniziativa educativa Non ce la date a bere. Educativa perché ha portato gli studenti nelle discoteche che tanto frequentano lo stesso a sfondarsi i giovani timpani ma senza bere alcool. Probabilmente l’educazione sta nel fatto che qualcuno si sarà reso conto che ascoltare certa merda di musica senza essere del tutto sballati non ha senso e magari una volta a casa avrà cercato su You Tube una canzone che so di un gruppo vero, che suona con strumenti veri.

Una volta le attività extra erano le gite culturali, le visite ai musei, la visione di film che avesse un senso far vedere a giovani in via di formazione. Adesso li si porta in massa in discoteca. C’era pure il contest per dj, con due studenti che l’hanno vinto. Poi ci verranno a dire che il progetto prevede anche interventi didattici, seminari sul come e perché non vanno abusate le sostanze psicotrope. Vabbeh…

Ci piacerebbe sapere quanti degli 800 ragazzi che hanno partecipato all’iniziativa nel lungo fine settimana pasquale entrante non si prenderanno una bella sbronza ascoltando musica orribile in posti orribili della bassa padana per combattere la noia mortale dell’essere giovani e non avere un cazzo da fare.

L’abuso di alcool, visto che l’uso moderato è piacevole e pure culturale,non si combatte di certo con una mattina di caffeina e zucchero. Inviterei invece qualcuno di questi ragazzi che si ammazza a schifezze (alcoliche e analcoliche) a gustarsi un calice di vino buono, capendone profumi, sapori, profondità… Ma sarebbe un azzardo. Anche io alla loro età mi ammazzavo di Pinot Grigio da 300 lire all’Mcl o all’Arci (per non far torto a nessuno). O ecco li inviterei all’Arci o all’Mcl.

I CCCP cantavano: “Emilia di notti dissolversi stupide sparire una ad una impotenti in un posto nuovo dell’Arci”, ecco oggi non è più neppure così. Ci si dissolve stupidi già dal mattino e neppure in un Arci, dove un minimo di cazzo di cultura la si trova. No direttamente in discoteca… e senza neppure il conforto di una bevuta.

Bruno Mattei

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