Natale in Argentina col diario di viaggio di Antonio Agazzi

Natale in Argentina col diario di viaggio di Antonio Agazzi

In viaggio verso l’aeroporto, dopo una levataccia epica (alle 3.00 a.m.), beato tra le donne – decisamente preponderanti -…che già mi ‘coccolano’ e hanno l’energia per intavolare conversazioni impegnative,…a quest’ora… Torno in Sudamerica, a distanza di tanti anni da una memorabile vacanza in Brasile: questa volta…Argentina e Perù, con una puntatina in Brasile, ‘dalle Alpi alle Ande’, a cavallo dell’Equatore. Vedremo pianure sconfinate, montagne onorate dalla Storia e dai miti, città grandiose e piccoli villaggi sparsi sui declivi, due oceani e le più belle cascate della Terra, al suono di tormentati, romantici tanghi e di antichi strumenti a fiato andini; incontreremo i pastori di lama e pranzeremo con i gauchos, percorrendo sentieri di pietre sacre, addentrandoci nel Parco Nazionale dell’Iguazù, popolato da 200 specie di uccelli multicolori, con i tucani che Ti vengono a mangiare…nelle mani. E siccome da stasera saremo nell’emisfero Sud, lasceremo l’estate per immergerci repentinamente nella locale stagione invernale, attorno ai 20 gradi, mi dicono, anche peggio a quote elevate… J … Bene, stop, arrivati a Linate! Bye bye!

Arrivato a Buenos Aires, volo interminabile, 12 ore e mezza, cui occorre sommare le due ore del volo Milano-Madrid, le altre due di permanenza presso l’aeroporto della capitale spagnola, il risveglio alle 3.00 a.m., per il tragitto Domodossola-Linate: devastato…ma felice! J E potresti non avere poi tantissime ragioni per esserlo: trovi 14 gradi e una pioggia intensa… Dice la guida che, in questa settimana, è piovuto quanto, di solito, in Argentina, riesce a piovere in sei mesi. Che Dio ce la mandi buona! Anzi, se possibile, che non ce la mandi proprio! È da dire che, tuttavia, non farebbe freddo, di giorno, secondo Claudio (la guida locale); anzi il clima sarebbe caldo umido… Vedremo, siamo comunque dall’altra parte del mondo. Buenos Aires è una città grandiosa, in cui si concentra un terzo della popolazione argentina. Secondo molti sarebbe la più bella città del Sud America, per l’eleganza, le architetture, l’intensa vita culturale. Il nostro hotel è centralissimo, ubicato sull’Avenida 9 de Julio (data dell’indipendenza dalla Spagna), nei pressi dell’Obelisco: siamo sulla “strada” cittadina più grande del mondo. Dal finestrino dell’autobus cogli subito una grande vitalità: tanti locali, uno sfavillare intenso di luci e colori, la prima ‘tangheria’… Speriamo il clima non ne condizioni troppo la visita…

Pioggia battente permettendo, oggi dovremmo goderci la capitale Argentina che, per charme, nulla ha da invidiare a Parigi, Londra, Vienna, anche perché la cultura locale è figlia della consistente immigrazione europea riversatasi in Argentina tra il XIX è il XX secolo. Si tratta di una megalopoli di 13 milioni di abitanti, caratterizzata da Viali amplissimi, suddivisa in ben 50 quartieri, molto diversi tra di loro. Oggi dovremmo visitare il ‘centro storico’: la Plaza de Mayo – su cui affacciano la Casa Rosada (il Palazzo Presidenziale oggi ‘abitato’ da Cristina Kirchner, non stimatissima dalla nostra guida, che ci racconta di come il nome venga facilmente storpiato in…Cretina – ognuno ha il Suo, evidentemente, al Governo! – e si definisce, come tanti, un anti K – che io sia, quindi, un anti R?) J, la Cattedrale e il Cabildo (Municipio) -, il quartiere di San Telmo – tempio del tango argentino -, quello de La Boca – reso celebre ai più per motivi calcistici, la squadra del Boca Juniors -, con una passeggiata lungo il suggestivo Caminito, ricco di edifici multicolore e artisti di strada. Nel pomeriggio, la zona nord, quindi l’artistocratico quartiere de La Recoleta, caratterizzato da splendide residenze, boutique e hotel di lusso nonché, soprattutto, dal cimitero omonimo, che ospita le spoglie delle principali personalità del Paese, in cima a tutte l’icona Evita Peron. Poi dovremmo visitare il quartiere di Palermo e l’area ‘trendy’ di Palermo Soho: negozi, boutique, laboratori di artisti, bar e ristoranti all’aperto, che ricordano, mi si dice, gli Champs Elysees parigini. In serata, al ‘Cafe’ Los Angelitos’, per la cena e per assistere a un classico spettacolo di Tango… Tempo (atmosferico) permettendo…

Questa è forte! Ieri, a Buenos Aires, si sono tenute le elezioni legislative (Claudio le ha definite primarie…). In tale occasione, bar, ristoranti, hotel hanno esposto cartelli in cui si avvisavano i clienti che, in ottemperanza a restrizioni governative in tal senso, non venivano somministrate bevande alcoliche… Forse che il Governo ritenga che un elettorato ‘poco sobrio’ possa votare confusamente? Da noi non accade alcunché di simile,…anche perché da noi il problema è stato risolto diversamente: si vota sempre meno…

Giornata intensa: iniziata con un cielo grigio e piovoso, conclusasi con il sole e ampi, promettenti sprazzi di azzurro. Partiamo da la Plaza de Mayo, resa tristemente celebre dalle madri dei desaparecidos e, in generale, teatro di tutte le manifestazioni di protesta, in quanto sede del Palazzo Presidenziale, la Casa Rosada. Uno sguardo al balcone di…Eva Peron, diverso da quello su cui si affacciano i ‘mandatari’, ovvero i Presidenti; poi visita alla Cattedrale neoclassica, non la migliore delle Chiese di Buenos Aires, con all’interno il Mausoleo del Generale Jose’ de San Martin, artefice dell’indipendenza argentina: è la Cattedrale di cui è stato Arcivescovo Jorge Mario Bergoglio, fino all’elezione al soglio pontificio. Chiediamo se il Papa, prima o poi, visiterà la Sua Argentina: la guida si azzarda a prevedere che non succederà finché non sarà archiviata la Presidenza di Cristina Kirchner, con cui, da Cardinale, il rapporto è stato conflittuale. La piazza è un coacervo di stili architettonici che rimanda all’identità del Suo popolo: “l’argentino è un italiano che parla spagnolo, abita in palazzi francesi e finge di essere inglese” (Borges). Proseguiamo per San Telmo, il quartiere del tango e dei negozi di antiquariato; per quello…malfamato de La Boca, con lo stadio del Boca Juniors…di Maradona, Batistuta, Caniggia, Tevez e con il suggestivo Caminito, noto per gli edifici multicolore e per gli artisti di strada che espongono le proprie tele (la Montmartre argentina). Passiamo pure dalla casa in cui dimorò ‘Quino’ e dove fu concepita ‘Mafalda’ J. Transitiamo dalla zona portuale riqualificata di Madero, ricca di ristoranti e grattacieli: ormeggiato il veliero di Luciano Benetton, grande proprietario terriero…di un’intera Provincia – Santa Cruz -: può transitare da un Oceano all’altro senza uscire dalle Sue proprietà, ci racconta la guida! A pranzo presso ‘Galerias Pacifico’, maestoso e sfavillante incontro tra arte e shopping. Si riparte, costeggiando la Torre degli Inglesi, di fronte alla quale, non a caso, è stato collocato il cenotafio dei Veterani deceduti nella guerra delle Isole Falkland/Malvinas. Uno sguardo al monumento all'”albero ubriaco”, il quale si dischiude quando c’è il sole… J. Di seguito il quartiere di Palermo, con il suo ‘bosco’, le sue varie strutture sportivo-ricreative: non solo calcio, rugby, tennis, equitazione, polo… Un salto a ‘La Biela’, Cafe’ frequentato da Federico Garcìa Lorca….e, infine, il quartiere aristocratico de ‘La Recoleta’, dove sorge l’omonimo Cimitero che accoglie le spoglie mortali delle principali personalità del Paese, in primis quelle di Eva Peron, cui rendiamo omaggio. Rientro in Hotel, per poco, e serata al ‘Cafe’ Los Angelitos’: ottima cena, a base di carne – in centro a Buenos Aires vi sono due Ministeri importantissimi, quello dell’Agricoltura e quello del…Bestiame – e impareggiabile spettacolo di…tango…

Oggi intera giornata di relax – si fa per dire – nelle…Pampas. Pare che il sole, ormai, ci assista, definitivamente; quanto alla temperatura mi viene preannunciata piuttosto bassa: considerata, inoltre, la quantità di pioggia riversatasi, in questi giorni, avremo a che fare con un terreno probabilmente…fangoso. Visiteremo, comunque, una ‘estancia gaucha’ – la tipica grande fattoria argentina – nei dintorni di Buenos Aires, per la precisione l’Estancia Santa Susana, a circa 60 km dalla città: alla scoperta delle tradizioni dei gauchos, regalandoci un barbeque di asado, in puro stile argentino, visitando un piccolo museo, facendo percorsi in calesse o a cavallo, assistendo, mi dicono, a esibizioni del gaucho, che metterà in mostra tutta la propria destrezza. Non solo, pare: Cirillo…cerca moglie, dicono esibisca il proprio cinturone carico di monete…alle visitatrici, per segnalare il proprio essere…uomo vero. Noi abbiamo per Lui una candidata: Maria…

Stamane rapida colazione, tra un’oretta (alle 6.45, qui siamo cinque ore indietro rispetto all’Italia…): lasciamo, infatti, Buenos Aires, direzione aeroporto di Aeroparque, con meta Iguazu’. Climaticamente, dovremmo andare proprio a star meglio: saremo, effettivamente, vicini all’Equatore, circa 1.500 km più a Nord, con la temperatura che, ieri, era attestata sui 28 gradi. Decollo alle 9.05, atterraggio in programma per le 10.55,…un viaggetto non trascurabile, in un Paese dalle grandi estensioni e distanze. Mentre il gruppo, una volta sistemato in hotel, farà una passeggiata…con possibile mini shopping per la cittadina, io e Maria abbiamo optato per il giro in elicottero sopra le cascate più belle della Terra J. In serata tutti riuniti – almeno spero, saranno bravi qui a pilotare gli elicotteri? J – per cena, presso il ristorante Rafain, dove ci attende anche uno spettacolo folk – un misto tra Argentina e Brasile, visto che siamo al confine tra le due grandi nazioni -, per augurarci la buona notte con…note di samba…

16 gradi, sole caldo, verde (vegetazione), marrone (terra), blu (acqua), i nuovi colori… tutta un’altra storia J

Come sempre in Sud America – era così anche in Brasile – colpisce il contrasto netto tra il lusso e la miseria, tra gli hotel, i ristoranti, i negozi sfavillanti e le favelas. Uscendo da Buenos Aires, diretti all’Aeroporto, transitando adiacenti al vecchio porto – di cui resta in funzione una piccola parte -, si nota una baraccopoli, una bidonville, praticamente attaccata al centro della capitale argentina, che preoccupa non poco i cittadini di Buenos Aires: si tratta di un agglomerato sviluppatosi negli ultimi cinque anni, a seguito dell’immigrazione consistente di boliviani e paraguaiani che, pare, qui vivano meglio che nei Paesi da cui provengono (hanno la corrente ma, per esempio, sono privi di fogne…): c’è da chiedersi in quali condizioni fossero prima di emigrare!… Vengono alla mente le ‘periferie’ (esistenziali) tanto presenti, evidentemente non a caso, nel lessico e nella pastorale di Papa Bergoglio, già Arcivescovo di Buenos Aires…

Che fossimo al confine tra Argentina e Brasile lo sapevo: e, infatti, ammireremo le cascate dell’Iguazu’ dal versante argentino, domani, da quello brasiliano venerdì (…si dice che, delle cascate, l’Argentina ha il palcoscenico, il Brasile ha la platea…). Tuttavia, ha un che di eccentrico dover prendere il passaporto per andare a cena! Stasera accade: andiamo al ristorante…in Brasile! J Per altro, sono molto lieto di rimetter piede, dopo tanti anni, sul suolo brasiliano, memore di una vacanza da incorniciare…

Quanto è triste e struggente il tango, quanto è gioiosa e vitale la samba! Ieri sera spettacolo che ha messo ‘in vetrina’ un intero continente: esibizioni argentine, brasiliane, cilene, peruviane, messicane…un crogiolo pirotecnico di danze, musiche, prodezze… Serata bellissima…

Ieri un’esperienza davvero…spettacolare: uno scenario grandioso, la potenza, l’imponenza della natura o del creato; ciascuno, al riguardo, la pensi nel modo in cui ritiene, io sono portato a credere che nulla venga dal nulla (nihil ex nihilo), specie quando ammiro tanta suggestione e maestosità… Divertimento ‘al cubo’ la navigazione…su gommone…sotto le cascate e sul fiume, con le sue rapide J. Oggi di nuovo al Parco Nazionale dell’Iguazu’, versante brasiliano, attraverso sentieri e passerelle in legno che solcano il Rio, per ammirare alcuni salti ‘minori’ e guadagnare una vista, mi si dice indimenticabile, della ‘Garganta del Diablo’. Dopo pranzo, all’Aeroporto: partiamo per Lima, lasciando l’Argentina alla volta del Perù…

Sorvolare le cascate…più belle della Terra in elicottero, per uno che ci sale per la prima volta, e’ un ‘battesimo’ eccezionale… J

Si parte, di nuovo, da Iguazú a Lima, dal Brasile/Argentina (le cascate sono…in condivisione) al Perù… Chi si ferma e’ perduto! J

Con le cascate, tranquilli, ho concluso... J Abbiamo lasciato l’Iguazu’ – punto d’incontro di tre Paesi, Argentina, Brasile e Paraguay – e, da oggi, siamo a Lima, in Perù. In mattinata – qui siamo sette ore indietro rispetto all’Italia – visiteremo questa affascinante capitale, a partire dalla “Ciudad de Los Reyes”, sede dei Viceré di Spagna durante l’epoca coloniale. Nella Plaza Mayor (antica Plaza de Armas), ammireremo la Cattedrale e il suo Museo religioso, le facciate del Palazzo del Governo e del Palazzo Comunale. Dopo la visita al convento di San Francisco, proseguiremo per il rione residenziale di Miraflores, concludendo al Belvedere del Mirador, da cui si osservano l’Oceano Pacifico e le spiagge del litorale di Lima. Non senza – il nostro gruppo è prevalentemente composto da membri dell’Associazione Ex Allievi “Antonio Rosmini” di Domodossola,…che, cortesemente, mi hanno accolto tra Loro… – aver cercato i giardini che Lima ha dedicato a Domodossola… Buon Ferragosto, tra l’altro…

Colazione a base di ‘Mate de…coca’: siccome domani si parte di nuovo – da Lima a Cusco (3.400 mslm) – e siccome le foglie di coca, specie masticate, pare aiutino a prevenire il ‘mal di montagna’, effetto dell’altitudine,…facciamo anche questa J : mi dicono si tratti di un eccitante, da bere entro le 16.00, diversamente ostacolerebbe il sonno… Del resto il Papa argentino, recentemente, ha sdoganato tali prodotti sudamericani… J

Antonio Agazzi

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