Natale in piazza è una scommessa vinta, piazza Garibaldi piace ai cremaschi (segnalatori a parte)

Natale in piazza è una scommessa vinta, piazza Garibaldi piace ai cremaschi (segnalatori a parte)

Un paio di mesi fa, quando il cantiere di piazza Garibaldi era ancora bello vitale, il buon Matteo Gramignoli ha annunciato che quest’anno l’albero di Natale l’avrebbero piazzato nella nuova piazza. Ma dai, pensammo, mentre girava qualche accenno di polemica sul fatto che la piazza non fosse pronta per la Maratonina. Visto il risultato del via delle iniziative natalizie di Crema targate 2019, andato in scena domenica 1 dicembre, una settimana in anticipo rispetto al solito, viene da usare una battuta presa dal campo tennistico: game, set, match.

La piazza è bella e piace. Si c’è lo zoccolo duro dei segnalatori di Agazzi e giù di lì che segnala l’uso selvaggio dei due posteggi, carico scarico e disabili, piazzati nello spicchio di piazza di fronte a Serafino, in effetti anche ieri erano usati impropriamente, oppure quelli che segnalano le incongruenze architettoniche delle righe formate dai piastroni di marmo, quelli che dicono che era più figa viva e sporca piena di auto che così vuota ed elegante (ma qui siamo davvero a livelli di quello che dice il protagonista del nuovo film di Woody Allen per giustificare il suo ritorno a New York: “non so vivere senza monossido di carbonio”).

Ma sostanzialmente la piazza piace. Crema non aveva una vera piazza, una vera magna platea. Adesso c’è, e pare anche che si inizi ad adoperarla. Il 15 dicembre si bissa con un altro concerto sotto l’albero ma il mio sogno, visto quanto era bello il palco con la musica, sarebbe quello di farci dei concerti. Magari almeno quello di capodanno con una band del nuovo giro indie rap italiano, che la piazza la riempirebbe di certo.

emanuele mandelli

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