Neorealismo, altro che rapine… sono meglio le ripetizioni di italiano

Neorealismo, altro che rapine… sono meglio le ripetizioni di italiano

Leggo: furto nella villa di un noto calciatore, rubati contanti e gioielli per svariate migliaia di euro.

Non riesco a leggere da nessuna parte, eppure la denuncia c’è, che l’altro giorno mi si presenta un tizio alla porta, mascherato, che mi punta il dito indice sotto il naso con il pollice alzato, come a dire stai attento che è carica: “Fatti in là, questa è una rapina.” Mi faccio in là perché mi dà uno spintone: “Dove sono i soldi, dove sono i gioielli, bada che non scherzo, questa qui è carica.” E torna ad agitarmi davanti al viso ‘sto dito, per la verità d’unghia un po’ lunga, di sicuro sporca. Guardi veramente… “Non fare il furbo con me…” e poi si guarda intorno: “Ma tu chi cazzo sei? E tutti ‘sti libri che cosa mi significano?!” Sono il maestro in pensione Scartabellati, Scartabellati Gualtiero… “Non fare il furbo con me, che se m’incazzo…” Come vede, vivo qua. “In mezzo a tutto ‘sto cazzo di carta?! Che fai, ti mangi i libri?” No li leggo, così magari per un po’ mi dimentico del mezzogiorno o della cena. “Non fare il cazzuto con me…” ma nel frattempo aveva scaricato l’arma e se l’era messa in tasca. “Solo libri, eh?” No, se guarda nella scatola dei biscotti qualcosa trova… “Ma va a cagare, sono sei euro!” Magari può interessarle la biancheria, qualcosa ci potrebbe ricavare. “Facciamo così” mi disse l’uomo mascherato, “io adesso ti lascio un anticipo e tu, un paio di volte alla settimana, gli fai ripetizione a quella testa dura di mio figlio. Poi se mi va bene qualche colpetto, magari ci salta fuori anche un soldino per una bottiglietta di vino di quello buono. Oh, mi raccomando, con quello zuccone lì, severo eh?”

Beppe Cerutti

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