Non navigammo più, il libro di Sussurrandom che racconta il passato e l’attualità del (mai costruito) Canale Navigabile

Non navigammo più, il libro di Sussurrandom che racconta il passato e l’attualità del (mai costruito) Canale Navigabile

Venerdì 11 dicembre dello scorso anno. Siamo presso la sede della Camera del Commercio di Cremona. Si tiene un tavolo tecnico sulla navigabilità del Po e sull’area della Tencara a Pizzighettone. Tra i relatori l’assessore al territorio di regione Lombardia Viviana Beccalossi. Notizia tecnica da pagine cremonesi. Ma mettetela li.

Dieci giorni dopo su Sussurrandom appare un intervento di Alvaro Dellera dal titolo Crema e il cremasco non si facciano sedurre dalle sirene del canale navigabile. Oggi, 15 febbraio, lanciamo quello che è il secondo quaderno della serie legata a Sussurrandom. Si intitola Non navigammo più. L’ho scritto in un mesetto di lavoro tra prendere informazioni e stendere la storia.

Presentazioni? Si ce ne saranno. Non so ancora dove e quando. Ve lo dirò. Le sessanta paginette dell’istant book raccontano una storia di 25 anni fa, ma iniziata oltre 100 anni fa, che sta tornando di botto terribilmente attuale: quella del mai costruito canale navigabile Cremona – Milano. Opera faraonica che negli anni ’90 voleva sventrare la provincia di Cremona per collegare Milano a mare via Cremona.

Ci si sta riprovando. Il tavolo tecnico dell’11 dicembre quello discuteva. Per questo Sussurrandom entra a piedi uniti nella attualità seria con un bel libriccino. Per ora chi lo volesse può richiederlo scrivendoci alla mail sussurrandom.crema@gmail.com, telefonandomi oppure lo si può ordinare cliccando QUI. Poi, come detto, faremo anche delle presentazioni.

C’è come una aria di attesa, che vogliamo anticipare. Il quotidiano di riferimento, La Provincia, negli anni ’90 si schierò nettamente contro, con un Antonio Grassi nei panni del cronista d’assalto. Lo raccontiamo nel libretto. Anche oggi, nel caso si prosegua con questa intenzione, siamo certi scenderà in campo per la difesa del territorio. Ma torniamo a quell’11 dicembre e cerchiamo di capire come stanno le cose adesso.

L’idea è quella di riprendere a parlare di navigabilità del Po fino a Venezia, di recupero dell’area della Tencara, cioè la dove a Pizzighettone si perde nel nulla il tratto di canale esistente costruito negli anni ’70, e di riparlare del completamento dell’opera.

C’è stato un incontro precedente a questo con il presidente della Regione Roberto Maroni, lo riferisce l’11 dicembre Gian Domenico Auricchio, presidente della Camera del commercio. Si vorrebbe costruire un tavolo tecnico. L’assessore Beccalossi infatti ha un incarico affidatogli da Maroni per parlare del tema.

Il costo dell’operazione oggi sarebbe di 2,5 miliardi di euro. L’Ue ne metterebbe il 40 per cento. Ci sono due progetti già abbozzati, li presenta Luigi Mille dell’Aipo. Tra i presenti a quella giornata c’è l’assessore regionale del Pd cremasco Agostino Alloni che non ritiene sia necessario completare quest’opera. Alla fine sarà l’unico del tutto contrario. Leggerete il libretto, se vorrete, e vi accorgerete che la storia si ripete: Crema dice no, Cremona sì.

Infatti il presidente della provincia Carlo Vezzini parla di tavoli di lavoro e road map. Intervengono anche i consiglieri regionali di Lega, Federico Lena, e Ncd, Carlo Malvezzi. Parlano entrambe del futuro della Tencara. Malvezzi propone pure un evento a Milano che rilanci il tema della navigabilità Una cosa del genere la propone Beppe Sala prima di vincere le primaria per la poltrona di sindaco di Milano.

Crema del tutto contraria? Oddio il presidente degli industriali, il cremasco Umberto Cabini, dice che serve un progetto di ampio respiro e che lo sviluppo della Tencara è legato al resto dell’opera. Conferma l’impegno del mondo economico a parlarne. Altri incontri sono previsti. Noi sul piatto mettiamo questo piccolo bigino perché si ricordi cosa successe negli anni ’90. Ne riparleremo.

Emanuele Mandelli

(Visited 99 times, 13 visits today)