Crema è ancora una bella città e ci si vive abbastanza bene. Non ci credete? Ponete questo quesito a quanti (e sono tanti dato che la microeconomia cremasca si basa pure su multinazionali con manager che arrivano quindi da altri altrove) arrivano da fuori e sentite cosa vi rispondono. Ciò detto ci sono quartieri cittadini (piazza Garibaldi, viale Repubblica, lo stabilimento “ex Macchinette”, i giardini di Porta Serio, il “campo di Marte” le case popolari di Ombriano e Santa Maria, e non solo) che beh presentano varie situazioni problematiche. Aspetti antipatici, brutti e… certamente da abbellire magari creando sinergie tra polizia locale, le forze dell’ordine, eventuali comitati delle zone in cui intervenire e, perché no, un esponente della giunta ad hoc.

Potrebbe essere questa la strada da percorrere? Forse sì, forse no, sicuramente è meglio tuttavia proporre argomenti piuttosto che continuare a soffiare sul fuoco o, ad alimentare il caos, in cerca di voti, “Like sui Social” o consensi. Sembra quasi che qualcuno muoia dalla voglia di far diventare Crema (ribadiamo: non esistono più, stante i tempi postmoderni, isole felici, ma occorrono equilibrio e obiettività, no?) un Bronx sul Serio. E questo clima di “caccia alle streghe” o allo straniero cattivo a tutti i costi non giova a nessuno, se non a quanti, mossi da strategie precise, cercano appunto incendi, anziché cercare un dialogo con chi ha potere sulle tematiche di decoro e ordine pubblico. E … attenzione che avanti di questo passo, speriamo ovviamente di no, qualcuno potrebbe scottarsi.

L’architetto Renzo Piano si è inventato la “Timidina” per recuperare, architettonicamente, le periferie in modo non invasivo. Ecco il Minestro dell’Interno Salvini, (avrà o no più esperienza lui in tema di ordine pubblico rispetto a un sindaco che in materia, al netto di tutto, può poco), tra un porto e l’altro da bloccare, un post da postare e un sorriso da regalare, perché non si inventa un articolato e incisivo “Rattoppo di Quartiere” avviando politiche pragmatiche e chiare in merito e rinforzando in tutti i sensi le forze dell’ordine? D’altro canto il ministero della giustizia, finalmente, sì potrebbe avviare la “riforma della giustizia” e far applicare un principio all’estero conosciuto, ma in Italia poco applicato. Di cosa stiamo parlando? Della certezza della pena: che se chi sbaglia paga davvero, vedrete che altri prima di sgarrare ci penseranno un pochetto.

Stefano Mauri

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