Notte Rosa, successone nonostante qualche ‘furbetto del quartierino’

Notte Rosa, successone nonostante qualche ‘furbetto del quartierino’

La Notte Rosa promossa dall’Asvicom (l’associazione in campo ha messo risorse umane, economiche e “creative”) tenutasi a Crema, sabato scorso 10 maggio si è quindi rivelata un successo gradito dalla gente; è comunque un vero peccato (nota stonata) che qualche barista se ne sia approfittato applicando prezzi da capogiro a bevande alcoliche ed analcoliche (come riportato dal quotidiano La Provincia n.d.r).

Bar, ristoranti, pizzerie e pub del centro storico (forse coinvolgendo il comune, le periferie andavano “interessate” maggiormente nella kermesse) hanno fatto il botto sette giorni fa, un po’ meno bene è andata ai negozi, ma questo è un discorso un po’ complicato da approfondire poiché chi esce alla sera per svagarsi, difficilmente entra in una boutique per acquistare vestiti (al massimo guarda la vetrina e torna in un secondo momento), qualcuno però ha esagerato (chissà poi perché cremaschi e assimilati sovente credono di essere i più furbi della Lombardia, mah) ritoccando al rialzo i prezzi.

Fortunatamente, parecchi locali si sono promuovendo, con passione, l’enogastronomia di qualità a prezzi competitivi; ottimo rapporto qualità prezzo, ad esempio, “menù” alla mano si è riscontrato alla vineria Fuoriporta, al Cafè 51, alla Bufalo Boutique (con la complicità dello Scalo 74), alla piadineria Sanjovesa e da altre parti.

Altri invece hanno fatto pagare un occhio della testa un semplice, slavato gin tonic. Ecco, forse se purtroppo, tanti bar nei weekend tradizionali lavorano pochino, la colpa è anche di quei dilettanti allo sbaraglio (i furbastri del Granducato del Tortello)  che al guadagno antepongono il tentativo di approfittare della buona fede altrui ricorrendo a tariffe da Mille e una notte, del resto, storicamente Crema e il Cremasco, nel campo della ristorazione, tendenzialmente ahimè sono più cari rispetto a Cremona, Lodi, Treviglio, Piacenza e Bergamo.

Per fortuna tuttavia non tutti cercano di fregare i clienti: a questi e all’Asvicom va un plauso caloroso con la speranza che, senza aspettare un’altra Notte Rosa, per promuovere l’enogastronomia di qualità a prezzi competitivi, questi professionisti del settore promuovano altre serate e notti rock dai toni magari più soft ma altrettanto intriganti.

Stefano Mauri

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