Ok a faziosità e toni alti da campagna elettorale, ma la città resti la priorità

Ok a faziosità e toni alti da campagna elettorale, ma la città resti la priorità

Allora detto che chi prende i soldi per fare un lavoro, qualsiasi esso sia, se non ha un padrone, quantomeno ha un datore di lavoro cui giustamente risponde. Specificato che fazioso è bello, soprattutto in Italia e persino sacrosanto tanto in politica, quanto nel football. Sottolineato che in chiave elettorale i toni saranno alti e cattivi, beh è quindi poi utile ricordare che, al netto delle polemiche, della demagogia e degli slogan, ecco alla fine sarebbe auspicabile che almeno in merito ai grandi obiettivi, per intenderci quelli indispensabili alla crescita (o sviluppo che dir si voglia) della città, i politici autoctoni dovrebbero adoperarsi, mettersi uniti in coro, che talvolta insieme è bello, remando … per la loro realizzazione. No?

Ergo, se proprio il mercato coperto di via Verdi agli Stalloni non sa da fare, che si pensi a un’altra destinazione per l’area in oggetto, spazio per la cronaca che secondo il consigliere regionale Agostino Alloni (buona idea) potrebbe diventare la passerella verso il quartiere (bello, vivace, propositivo, vivo) di Crema Nuova e la vicinissima piazza Fulcheria. Vi garba il disegno?

La cosiddetta Tangenzialina della zona Nord utile a portare i mezzi pesanti, scaricando così altre strade dal traffico, nell’area artigianale industriale (laddove l’impegno di vari imprenditore, Renato Ancorotti in primis, merita attenzione e supporto), della Pierina (aeree consacrate alla cosmesi e … non solo), da anni è massima, massima priorità. Allora, anziché dividersi sul fatto che il centrosinistra propone una cosa e il centrodestra, anzi, una parte del centrodestra, un’altra, non sarebbe (invece) il caso di unire certi intenti: dal parlamentare europeo, al sindaco, passando per le associazioni di categoria e, arrivando alla regione Lombardia (che giri tipicamente italici), quindi lottare, studiare, combattere, pianificare, interagire, collaborare in modo da lasciare, a Crema, ai cremaschi e al Cremasco opere indispensabili per la sopravvivenza e il sostegno della microeconomia autoctona? Mah…

Stefano Mauri

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