Pasquineide, Risari e Bonaldi una diatriba da profondo luglio

Pasquineide, Risari e Bonaldi una diatriba da profondo luglio
  • Questa settimana, i peggiori personaggi che abbiamo avuto sono la Sindaco e il suo ex mentore Gianni Risari.

La loro stucchevole diatriba a mezzo stampa (oddio, stampa!) ci ha tenuto con il fiato sospeso, aspettavamo il “colpo di scena” in grado di sovvertire l’ordine celeste, ma i due se le sono solo promesse minacciandosi a mezzo lettere aperte. Se si fossero fatti una telefonata ci avrebbero risparmiato una serie di inutili pagine e avrebbero lasciato i nostri “giornalai” appisolati nel caldo luglio nelle rispettive redazioni.

Ma si sa, due “primi attori” faticano a pensare che alti possano rubare il palcoscenico. La sindaco da corsa dimentica chi la “allevò”, ma anche il vecchio maestro dimentica chi “allevò”, dimentica il percorso politico che fece, eletta in una lista civica (la sua) in breve cambiò maglia per indossare quella “rosso Pd” divenendone presto la capo gruppo in comune. Niente male se si pensa che allo stesso tavolo sedeva gente con tessera decennale…..

Già la maglia rossa. Anche il rosso spesso cambia colore e da rosso piacentino si trasforma in men che non si dica in uno sgargiante rosso fiorentino non appena le sfumature romane si accentuano. Con queste premesse, il maestro “Perboni” cosa pretende? Si aspettava forse riconoscenza o riconoscimento di quelle capacità di mediazione e di aggregazione che realmente possiede? Ma ci faccia il piacere! Dopo questa fotografia, chi ha rappresentato la figura positiva?

Qui casca l’asino, perché volendo cercarla tra le fila dei politici locali sono andato in difficoltà, qualche “sei politico” per l’amor di dio, possiamo collocare tra i sufficienti Laura Zanibelli, che quanto meno vuole vederci chiaro su alcune mosse della maggioranza, lo vorremmo dare a qualche assessore ma aimè non arriviamo nemmeno al “cinque di incoraggiamento” e allora si è pensato ai gruppi politici, ma uno dopo l’altro sono stati scartati tutti, lasciando come unico gruppo vicino alla sufficienza quello “verde” di Gianemilio Ardigò, ma troppo solo per poter essere sufficiente.

Dipinto il panorama politico locale, con acquarelli ed a colori arcobaleno, non ci sarebbe proprio da stupirsi se le voci captate in questi giorni si trasformassero in realtà, e allora ben venga “la tartaruga con il tricolore”, ben venga la volontà del FARE e non della chiacchiera toutcourt, ben venga la novità di gente che pensando anche al passato guarda fortemente al futuro.

Pasquino Cremasco

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