Pergo 2016 – 2017: non è un peccato spendere poco, basta ritrovare l’identità

Pergo 2016 – 2017: non è un peccato spendere poco, basta ritrovare l’identità

In questi tempi tanto enigmatici, quanto fluidi, non investire tanto denaro nel football beh non è un peccato mortale, basta mettere in campo cuore, idee, voglia di fare, spirito positivo e occhi da tigre. Ergo, ragionando in tal senso, la Pergolettese 2016 – 2017 (a proposito auguri di pronta ripresa alla splendida Signora dei Conti, persona positiva Anna Maria Micheli, ndr), per intenderci la squadra ideata dal deus ex machina Cesare Fogliazza, calciofilo appassionato alla “pane e salame” e allenata dal’ArtistAllenatore Paolo Curti merita fiducia, stima e partecipazione.

Allora, l’anno scorso e forse pure negli anni precedenti, qualcosina all’interno del team gialloblù beh non ha funzionato come doveva e poteva, per carità, qualcosa da rivedere c’è e ci sarebbe pure oggi, ma quel che conta è che Fogliazza, uomo (in quanto umano, come tutti, sottoscritto compreso, non esente da difetti) perbene, accompagnato da altri dirigenti con portafoglio, tra i quali il frizzante Massimiliano Marinelli (meriterebbe di fare il presidente, no?), si sia impegnato, appunto supportato da (pochi, ma buoni) compagni d’avventura, nuovamente per il Pergo.

La parola passa quindi al campo, dove Curti, uno che sa cosa vuol dire indossare la gloriosa, pesante e pensante casacca canarina, ecco non dovrà vincere a tutti i costi, obiettivo questo alla portata dei cugini nerobianchi, ma semplicemente avrà il nobilissimo compito di provare trasmettere, attraverso prestazioni garibaldine in campo, al meraviglioso pueblo cannibale, qualcosa degno del PopPergocrema (o della Pergolettese fate voi) che fu.

Stefano Mauri

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