Pi Amuri, lo spettacolo che ricorda il coraggio delle donne contro la mafia al Galilei per il Tess

Pi Amuri, lo spettacolo che ricorda il coraggio delle donne contro la mafia al Galilei per il Tess

In occasione della Festa della donna, venerdì 10 marzo alle ore 10.45, l’auditorium Galilei di Romanengo ospiterà la Compagnia del Bivacco di Milano che presenta Pi Amuri” lo spettacolo vincitore della borsa teatrale Anna Pancirolli 2016, di e con  Eleonora Iregna, Benedetta Marigliano e Lucia Nicolai.

Il nostro desiderio – spiegano le attrici milanesi –  è stato quello di dare voce ad alcune storie che accadono in silenzio ma sono potenti. Lo scenario che fa da contesto è quello della criminalità organizzata, ma le storie che vogliamo raccontare parlano principalmente di coraggio. Il coraggio di alcune donne che si sono ribellate prima di tutto a una sopraffazione, a una violenza e poi al potere mafioso, ribellandosi dopo aver subito dei lutti e nonostante l’omertà da cui erano circondate”.

Queste donne sono: Rita Atria (Partanna 1974 – Roma 1992) figlia di don Vito Atria e sorella di Nicola Atria, mafiosi. Per amore della giustizia diventa testimone con Paolo Borsellino, riuscendo a rinnegare le sue origini mafiose.

Piera Aiello (Partanna 1967) moglie di Nicola Atria. Ha scelto di vivere scomoda per vivere libera, rinunciando alla sua identità. Ha collaborato con Paolo Borsellino, credendo insieme a lui che il profumo più buono sia quello della libertà.

Saveria Antiochia (Torino 1921 – Roma 2011) madre del poliziotto Roberto Antiochia, ucciso a Palermo da sicari di Cosa Nostra insieme a Ninni Cassarà nel 1985. Per amore della verità ha fatto della sua vita un canto per tenere vivo il ricordo di Roberto, incontrando i ragazzi e parlando loro di giustizia e legalità.

L’intero lavoro, nel nome della violenza mafiosa nei confronti delle donne, è dedicato a Lea Garofalo e Denise Cosco. La prima era compagna di Carlo Cosco e sorella di Floriano Garofalo, boss di Petilia Policastro. Testimone di giustizia e vittima, a Milano, della ’Ndrangheta. Nonostante le difficoltà, ha scelto di collaborare con la giustizia per amore della figlia Denise, che ha avuto il coraggio di testimoniare nel processo contro il padre, accusato dell’omicidio di Lea.

“Ci siamo interrogate su quale potesse essere il luogo in cui far vivere queste storie, – aggiungono le giovani attrici – e questo luogo è il teatro. Occupiamo il nostro spazio scenico ispirandoci a un gruppo di donne siciliane che nel 1992 decisero di occupare Piazza Castelnuovo a Palermo. Fu il loro gesto antimafia: un tentativo di far sentire la propria voce insieme. E noi, attrici, ragazze, donne ci siamo emozionate, abbiamo giocato e abbiamo provato a raccontare il nostro gesto contro la mafia, recitando, cantando e sognando”.
Lo spettacolo, aperto anche al pubblico, è organizzato per gli studenti delle scuola media di Romanengo, a cura di Fausto Lazzari nell’ambito della sesta edizione di TESS, il Teatro di Esperienze Sociali e Solidali, in collaborazione con il Comune e la Pro Loco di Romanengo.

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