Piscina sicura grazie ai ragazzi della Caritas? Questo è un pezzo ironico, quindi non scassate la minchia

Piscina sicura grazie ai ragazzi della Caritas? Questo è un pezzo ironico, quindi non scassate la minchia

Ruba una bici e andiamo che si va, lo cantavano i Ladri di Biciclette e Francesco Baccini nel 1990 (madonna quanto tempo). La canzone vinse il Festivalbar e si intitolava Sotto questo sole. Dai allora facciamo un bel pezzo ironico cattivo e un po’ razzista, così tanto per non farci mancare nulla. Settimana scorsa il comune ha presentato un progetto messo in campo con la Caritas e la Sport Management, la società che gestisce la piscina. Obiettivo: prevenire alcuni episodi di criminalità e valorizzare le risorse sociali della comunità cremasca.

Ergo siccome davanti alla piscina rubano le bici e pagare un servizio di sorveglianza costa sfruttiamo qualche associazione. Quindi via 12 ragazzi extracomunitari ospitati dalla Caritas faranno servizio di custodia nelle aree esterne e interne alla piscina. Spesa per il comune una assicurazione da 800 euro, come da determina numero 569.

Paroloni spesi per la presentazione, “I ragazzi stessi, prima identificati come portatori di bisogni, hanno l’opportunità di diventare portatori di risorse”, in città invece le battute cattive si sono sprecate: va bene sempre che le bici non le freghino loro, va bene sempre che non mi chiedano un euro come nel posteggio dell’ospedale, va bene nelle aree fuori ma dentro? Non sarà pericoloso che vedano tutte le nostre belle ragazze in costume?

Ma no dai che cattiveria. Chi si poteva mettere all’esterno nel posteggio rovente di cemento della piscina? Qualcuno che non ha bisogno di creme solari per stare 12 ore a cuocere per curare le bici dei bravi ragazzi del Grest. E così li abbiamo fatti incazzare tutti: comune, dicoesi, Caritas e buonisti. Ci voleva.

Bruno Mattei

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