Prima del nome del candidato il centro destra deve lavorare alla ricucitura interna

Prima del nome del candidato il centro destra deve lavorare alla ricucitura interna

Partiamo da lontano per arrivare vicino. Oddio da lontano. Da Cremona. Abbiamo dato un paio di giorni fa la notizia che la sinistra cremasca ha affossato una lista provinciale di ispirazione sinistrorsa/rifondarola. A destra no. Scrive Cremaoggi che il centro destra invece si spacca e presenta due liste. Una legata ai nomi storici e una con alcuni emergenti. Nel cremasco Diego Capone di Montodine, per dire.

Quindi divisi o uniti? In città le divisioni del centrodestra sono note ed evidenti da tempo. Ma c’è chi starebbe lavorando per ricucire e riformare una coalizione seria e compatta, ancor prima di pensare al nome del candidato sindaco, che sembra più una paranoia nostra che una necessità loro. Oh, mancano sette mesi, forza tiriamolo fuori.

Ricuci e unisci. I movimenti sotterranei delle ultime settimane parrebbero andare in questa direzione. Gli incontri unitari con alcune forze economiche territoriali, i momenti ufficiali come cene o incontri culturali dove le forze in campo si mischiano allegre e compatte. Lo stesso discolo Antonio Agazzi che pare essersi leggermente quietato. Al suo secondo viaggio in Africa in pochi mesi è molto meno presente da alcune settimane sulla tribuna politica locale. Che si sia stancato di 5 anni di lotta continua? Oppure è alla finestra per vedere che succede e preparare la zampata finale?

Comunque sia il trend sembra essere questo. Trovare dei punti di contatto per presentare una coalizione che metta assieme tutte le anime del centrodestra cremasco e poi, dopo questo difficile lavoro, trovare un nome che le rappresenti. La situazione allo stato attuale è fluida. Come si presenta da fuori ad un osservatore esterno della politica locale lo abbiamo già detto. Ma rifacciamo un punto

Forza Italia appare attestata su due anime. Quella storica, diciamo i berettiani, e quella nuova uscita dal congresso, diciamo i donidiani. Due anime si dice in avvicinamento. E da qui pare essere uscito il nome di Paola Orini come candidato, che avevamo anticipato e ipotizzato anche noi. Di Agazzi abbiamo già detto. Potrebbe farsi una sua civica. Quanti voti vale da solo? La sua lista nel 2012 aveva preso 1738 voti (11,39 per cento) contro i 2314 (15,16 per cento) del Popolo delle libertà. Va detto che era un Agazzi diverso, meno tribuno e più moderato.

Nel 2012 la Lega era andata da sola con Alberto Torazzi e aveva preso il 6,95 per cento per 1061 voti. Torazzi è stata una presenza altalenante nella politica cittadina e la Lega ha cambiato del tutto pelle a livello nazionale (con l’avvento di Salvini) e a livello locale. Probabile Agazzi con la sua vesta post 2012 ha puntato anche l’elettorato della Lega.

Poi come andiamo dicendo da un po’, e lo ha confermato anche il pezzo di Paolo Gualandris su La Provincia di qualche giorno fa, c’è un centrodestra civico legato ad altri ambienti ed altri emergenti. Qui è uscito il nome glamour dell’architetto Eugenio Campari, che per ora nessuno ha confermato ne smentito.

Altri attori si muovono sulla scena. Gli ultimi arrivati sono gli utracattolici del Partito della famiglia, quella strana creatura fondata da Adinolfi a livello nazionale che a livello locale sembra contare su due tre volti noti. Della Lega abbiamo già detto, con i rampanti Giovani padani, per finire ci sono i fratellini di Fratelli d’Italia tornati redivivi a farsi vedere e sentire. Ho dimenticato il Nuovo Centro Destra? Ma esiste a livello di voti? Va beh mettiamocelo per la simpatia che abbiamo per Laura Zanibelli.

Ecco abbiamo divagato. Insomma terminato, se ce la si farà, il lavoro di ricucitura potrebbe uscire la sorpresa di un candidato unico? Di certo sarebbe una bella botta per il centro sinistra. Detto tra noi. Se il centro destra vuole avere qualche speranza deve frantumarsi il meno possibile. C’è l’incognita 5 stelle, universo che magari cercheremo di analizzare meglio ad una prossima puntata. Nel 2012 il ciclone pentastellato era all’inizio ed incassò un lusinghiero 9,66 per cento. Ora. Se a Crema valgono come nel resto della nazione destra e sinistra devono stare attenti. Certo dipende da chi candideranno. Analisi che faremo prossimamente.

Emanuele Mandelli

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